Nuovo Piano generale del traffico in città. Le associazioni economiche a muso duro

Traffico via Milano

I toni sono, pacati, istituzionali. Ma l’attacco frontale a Palazzo Cernezzi e al nuovo Piano generale del traffico urbano (Pgtu) è scritto con molta decisione e non risparmia pesanti critiche. Alla scadenza del termine per le nuove osservazioni (il 22 febbraio), in Comune è arrivato il documento delle principali associazioni economiche.
Un comunicato unitario, sottoscritto da Ance, Unindustria, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna e Collegio dei periti industriali.
«La gran parte dei nostri suggerimenti non è stata accolta – è l’esordio – ed è per questo che intendiamo ripresentarli».
«Permane la condivisione degli obiettivi del Piano – viene aggiunto nel documento – e cioè ottimizzare l’accessibilità urbana, ma le modalità e le soluzioni operative continuano a destare non poche perplessità».
Secondo le associazioni le scelte proposte dal Pgtu si risolvono in «una vera penalizzazione per una città turistica e di servizi». Di fatto, viene spiegato, la strategia di scoraggiare l’arrivo in città di mezzi privati riducendo parcheggi e aumentando tariffe e piste ciclabili sarebbe condivisibile «in presenza di un’offerta di trasporto pubblico capillare, di un articolato sistema di parcheggi di corona attorno alla città; ma la realtà è ben diversa».
Il Pgtu «inspiegabilmente penalizza» una serie di categorie (tra cui occupati nel Comune, studenti, utenti dei servizi, turisti e chi svolge attività di servizio).
Il documento inviato a Palazzo Cernezzi risottolinea una serie di linee guida e proposte che – è scritto – «non sono state accolte».
Ecco le richieste. Migliorare accessibilità e mobilità urbana; introdurre eventuali innovazioni in maniera graduale e avere preventivamente alternative; potenziare i parcheggi di interscambio, aumentare i posti nella Convalle e attorno alle Mura per favorire il rilancio e lo sviluppo del centro storico; analizzare con cura i flussi di traffico per prendere decisioni efficaci.
L’approccio del Comune viene definito dalle associazioni «punitivo» per residenti nella Convalle e per i motociclisti. Sul fronte dei parcheggi si parla di «una lunga serie di contraddizioni», tra cui quella di non aumentare l’offerta di sosta pubblica per non incrementare il traffico.
«Non è chiara – dice ancora il documento – la rispondenza tra la dichiarata volontà di non voler “fare cassa” e la strategia di incremento delle tariffe dei parcheggi cittadini, con evidente penalizzazione dei pendolari».
Il Comune – viene rimarcato – usa giri di parole per non usare il termine «tartassiamoli» nei confronti del frontalieri che lasciano l’auto vicino alla dogana, congestionando la zona (si parla della possibilità di mettere gli stalli a pagamento).
L’ipotesi di chiusura del lungolago e dell’istituzione del doppio senso di marcia su almeno due lati del girone sono definiti «una regressione negativa». Non piace nemmeno la «ventilata chiusura al traffico privato di via Milano».
Le associazioni chiedono inoltre risposte al problema delle aree di sosta di pullman turistici e camper.
Il giudizio è positivo sugli «interventi prospettati per migliorare i nodi e le intersezioni» ma vengono bocciate le ipotesi di semaforizzazione del nodo di San Rocco e di via Per Cernobbio-via Bellinzona.
Massimo Moscardi

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