“Piano solo” in un’oasi sonora. Così Stefano Bollani a Chiasso si conferma virtuoso camaleonte

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Musica oltreconfine

Il nuovo concerto di Stefano Bollani in Canton Ticino, dopo il grande successo allo scorso “Festival di Cultura e Musica Jazz”, sarà un percorso nella sua musica interiore, nelle sue emozioni, passando dal Brasile alla canzone degli anni ’40 fino ad arrivare ai momenti in cui Bollani mescola note come se fosse un dj.
Un viaggio incredibile, sabato 25 gennaio alle 20.30, al Cinema Teatro di Chiasso in via Dante, con lo spettacolo Piano solo, in cui il virtuoso pianista prenderà per mano

ogni spettatore per portarlo accanto a sé, nella sua musica piena di sentimento e divertimento. Destrutturando e ricostruendo ogni volta in modo diverso i brani che spesso ritroviamo nei suoi dischi, in un continuo dialogo fra improvvisazione e canzone, pubblico e artista.
«È una piccola oasi solitaria dove posso sperimentare – dice Bollani al “Corriere di Como” – Quello che mi piace molto in queste situazioni è riuscire a riversare al pubblico tutto ciò che ho incanalato nelle mie esperienze con altri musicisti e in altri pianeti sonori».
Da quello carioca è nato anche un bel disco, “Down Beat Best Albums”, con Hamilton de Holanda.
«È uno dei migliori album dell’anno (ride, ndr). Sono molto contento, soprattutto perché per un musicista non brasiliano era molto difficile farsi notare dalla critica jazz di quelle latitudini. È stata una bella opportunità live concretizzata anche da un disco».
Invece, lo straordinario concerto al Teatro alla Scala è stato documentato con un dvd.
«Posso dire che quella sera a Milano ero davvero emozionato, sul palco avevo timore. Tradurre nota per nota George Gershwin non è semplice, ma in questo mi ha aiutato la complicità di Riccardo Chailly. Per certi versi, mi sembrava di tornare agli anni del Conservatorio».
A proposito di Conservatorio, un docente di quello di Como, il maestro Bruno da Bon, dice che i musicisti devono imparare a farsi rispettare e a farsi pagare.
«Ha ragione. Purtroppo questo mestiere spesso è visto solo come un divertimento perché piace molto a chi lo fa. Però alle spalle ci sono anni di fatica e studio, i musicisti devono essere più forti e corporativi».
Con “Sostiene Bollani” ha dato grandi lezioni di musica in televisione.
«È stato un discreto successo e sono felice che la Rai dopo la messa in onda del programma abbia deciso di raccogliere tutte le puntate in un cofanetto. Io ho solo usato e riadattato una formula antica che si era un po’ persa, pensiamo a ciò che faceva Lelio Luttazzi».
Poi, lo scorso anno, si è fatto anche scrittore con “Parliamo di musica”.
«Come per la tv, anche in questa caso mi è stato chiesto. Però non sapevo che forma dargli, non avevo voglia di mettermi in cattedra e tenere una lezione, io non sono un professore. Così ho preferito trasformare questo volume in una sorta di diario dove racconto alcuni episodi e cosa ho imparato nel mio viaggio professionale».
A più di un anno dal disco con la sua amica Irene Grandi, come ricorda quell’esperienza?
«Non voglio annoiarmi e così cambio spesso i miei orizzonti. Dentro di me non divido mai la musica per generi. In questo caso la fatica era spiegare il progetto all’esterno. Per me è tutto sempre molto chiaro, io voglio lavorare».
Però a qualcuno le capiterà di dire no.
«Certo, dico di no ogni volta che non mi piace il progetto o non mi piacciono le persone con cui dovrei lavorare. A volte succede che non nasca nessuno tipo di feeling».
A Como, il Teatro Sociale in particolare, sta dimostrando che si può ripartire dalla musica, dalla cultura.
«Io penso che tutto ciò sia da sempre un grande motore. Ma noi musicisti che abbiamo il privilegio di fare questo mestiere, così come gli scrittori, i pittori o i registi, non dobbiamo abbatterci. In questo momento di crisi dobbiamo portare con fierezza il nostro messaggio».
Biglietti in vendita a 35/26 euro. La cassa del Cinema Teatro è aperta da oggi a sabato dalle 17 alle 19.30.

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Stefano Bollani è atteso sabato 25 gennaio alle 20.30, al Cinema Teatro di Chiasso in via Dante. Nella località di confine è già stato ospite del locale festival jazz

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