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Piastrelle staccate, grattacapo alla piscina Sinigaglia

A quasi un decennio dalla riapertura (era l’11 maggio del 2007) dopo sei anni di chiusura, si riaffaccia l’ipotesi di dover mettere mano, con una opera strutturale, alla piscina Sinigaglia. Già da tempo l’impianto ha il problema delle piastrelle e tessere del mosaico decorativo che si staccano, con la Como Servizi Urbani, che gestisce la struttura, costretta a una soluzione tampone (proprio per questo motivo nel 2014 ci fu una ulteriore chiusura per qualche mese) con teli in pvc.Un intervento che riguarda le parti laterali, ma chi nuota tra una bracciata e l’altra non può che osservare i buchi che si sono creati sul fondo. L’attività non è compromessa, ma certo è che si tratta di un problema per il Comune di Como, che della piscina è proprietario e per Como Servizi Urbani, che ne ha la gestione.Da parte sua, Marco Benzoni, direttore di Csu, spiega: «Conosciamo la questione e per ora non ci rimane che optare per soluzioni-tampone. L’apertura viene comunque garantita, anche se, ripeto, siamo consci del fatto che questo sia un problema».La stessa Csu ha indagato su quelle che potrebbero essere le cause di questo grattacapo. «Come in molti ricorderanno i lavori di ristrutturazione avevano avuto un lungo fermo – sostiene Benzoni – All’epoca era già fatta una opera di impermeabilizzazione, che però, per l’inutilizzo della piscina, aveva preso aria. Quindi, quando il lavoro è stato portato a conclusione, si è proceduto a una nuova operazione. Molto probabilmente in alcuni punti le due guaine non aderiscono bene. Quindi non è un problema delle piastrelle, ma dello strato a cui sono attaccate».Un residuo del periodo più difficile vissuto dalla piscina Sinigaglia. Nel maggio del 2007, infatti, dopo sei anni di lavori, era giunto alla fine il calvario dell’impianto, le cui opere di ristrutturazione erano partite con la giunta di Alberto Botta, nell’estate 2001.Il programma prevedeva che la piscina tornasse alla piena attività entro la fine del 2002, dopo un cantiere di 18 mesi e una spesa preventivata di circa 2 milioni e 300mila euro. Nel mezzo, però, è accaduto di tutto: dal licenziamento della ditta vincitrice del primo appalto, alla necessità di individuare una nuova azienda che portasse avanti i lavori, fino alla contabilità delle spese impreviste. Alla fine, appunto, la riapertura nel maggio 2007 con i nuovi problemi alle piastrelle segnalati nel 2014, e che tuttora costituiscono un grattacapo.

Redazione

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