Piazza Cavour, deviazione pericolosa. Turista russo investito da un’auto

russo investPer i lavori sul lungolago
Graziani: «Occorre fare di più per la sicurezza dei pedoni»

Segnaletica tutt’altro che chiara, transenne insufficienti, auto e moto che viaggiano ben oltre il limite dei 10 chilometri orari. Sicurezza dei pedoni a rischio in piazza Cavour. Nel salotto del capoluogo, passeggiare è diventato pericoloso a causa della deviazione, decisa in concomitanza con i lavori sul lungolago, che riapre al traffico la zona pedonale. Domenica scorsa, poco prima di mezzogiorno, un turista russo di 56 anni, che stava camminando all’altezza del bar Monti, è stato investito da un’auto che, dopo aver attraversato piazza Cavour, si apprestava a immettersi sul lungolago. L’uomo è stato colpito alle gambe e ha riportato un trauma, fortunatamente, non grave. Soccorso da un’ambulanza della Croce Azzurra, l’uomo è stato trasportato al pronto

soccorso dell’ospedale Sant’Anna per accertamenti. In piazza, per i rilievi dell’incidente sono invece intervenuti gli agenti della polizia locale, che stanno lavorando per chiarire quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità. Al momento dell’investimento, in piazza Cavour e sul lungolago c’erano decine di comaschi, visitatori e turisti. Nonostante la sistemazione di alcune transenne per delimitare il tratto riservato temporaneamente al passaggio delle auto, sono numerosi i pedoni che camminano nella corsia per il transito dei veicoli. La situazione si ripete in continuazione. La segnaletica che indica il passaggio delle auto non è particolarmente chiara. Inoltre, non esistono indicazioni rivolte ai pedoni, né divieti di passaggio. All’imbocco di piazza Cavour, proveniendo da via Bianchi Giovini, automobilisti e motociclisti trovano una transenna sulla quale è affisso il segnale per indicare un limite di velocità massimo di 10 chilometri orari. Il passaggio di auto, moto e furgoni si traduce quindi in un costante pericolo per i pedoni che passeggiano in piazza Cavour. La segnaletica non contribuisce a ridurre il rischio. Anzi, soprattutto per i pedoni, non esistono indicazioni chiare e solo una quota minoritaria delle persone si incolonna oltre le transenne, lasciando libera la corsia destinata ai veicoli. Situazioni di pericolo si vengono poi a creare spesso proprio in corrispondenza dell’immissione delle macchine sul lungolago, esattamente dove si è verificato l’investimento domenica scorsa. Per gli automobilisti, la manovra si rivela spesso complicata a causa del traffico e della presenza di persone che affollano la zona. «Occorre fare ancora di più per aumentare la sicurezza dei pedoni». Il comandante della polizia locale di Como, Vincenzo Graziani, si limita a poche parole per fare il punto sui rischi legati alla deviazione. Il provvedimento è legato ai lavori sul lungolago per il rifacimento della darsena. «La modifica viabilistica è stata decisa dal Comune, dagli uffici competenti – sottolinea il comandante dei vigili – Il compito della polizia locale è far rispettare il provvedimento e questo è quello che facciamo e possiamo fare. Certamente, all’inizio dei lavori abbiamo chiesto di proteggere i pedoni delimitando l’area destinata alle macchine». L’intervento si è concretizzato nella posa di una fila di transenne per delimitare l’area centrale del salotto del capoluogo, segnalando al contempo la corsia riservata ai veicoli. La segnaletica però appare oggettivamente carente. «Probabilmente si può fare ancora di più per rendere sicuro l’intero percorso pedonale – sottolinea Graziani – Si potrebbe pensare di mettere in sicurezza l’intero tragitto e non solo una parte. Per quanto ci riguarda, non possiamo pensare di presidiare costantemente la zona. Gli agenti devono controllare l’intero territorio e ci sono indubbiamente zone più a rischio. Si tratta di valutare se sia possibile intervenire con altri accorgimenti che tutelino le persone che camminano in piazza in questa fase particolare nella quale è consentito il transito di auto e moto». Anna Campaniello

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