Cronaca

PIAZZA CAVOUR, “BELLA SENZ’ANIMA”

altPrima di essere trasformata definitivamente in un’isola pedonale, in origine fu un porto, poi una stazione di interscambio dei tram e, infine, persino un azzardato parcheggio

Molto tempo fa, nei ricordi che si specchiano sulle immagini in bianco e nero delle cartoline del secolo scorso, piazza Cavour era il “salotto buono” della città.
Oggi questa definizione fa quantomeno sorridere.
Perché sostenere che quell’enorme distesa vista lago, nell’anno del Signore 2013, sia impresentabile non è certo un azzardo. E perché pensare di accogliere ospiti in questo anonimo “salotto” senza avvertire un minimo imbarazzo sarebbe

davvero un peccato mortale. Il travaglio storico del cuore di Como è noto a tutti: prima di essere trasformato definitivamente in una piazza pedonale, in origine fu uno splendido porto, poi una stazione di interscambio dei tram e, infine, persino un azzardato parcheggio.
Per un breve periodo, prima dell’avvento della Città dei Balocchi, quando le auto erano già state estromesse da decenni, tornò parcheggio per le festività natalizie. Un nuovo orrore che, per fortuna, nonostante le pressanti richieste dei commercianti, durò soltanto qualche anno.
Se dovessimo definire lo stato odierno di piazza Cavour con un solo aggettivo, sarebbe fin troppo facile dire che è «anonima».
Con le sue vecchie panchine spoglie, con una fontana spenta da tempo, con le aiuole che delimitano un insignificante grande vuoto.
Insomma, una piazza senz’arte né parte. «Bella senz’anima», direbbe Cocciante. Eppure, i progetti – alcuni dei quali costati fior di soldi – non sono mai mancati. I rendering di illustri architetti, di giovani studenti americani, del Politecnico di Como, di grandi studi professionali per riqualificare piazza Cavour sono fioccati a bizzeffe.
Da quelli futuristi e tecnicamente irrealizzabili, figli della “grandeur” degli anni ’80, a quelli sognanti, che reclamavano la fontana venduta agli americani nel 1899 per risollevare le casse comunali. Da quello di Cino Zucchi, vincitore del concorso di idee voluto dalla Regione nel 2010, a quello più sobrio predisposto da Palazzo Cernezzi e Uninsubria per il recente incontro con il governatore lombardo Roberto Maroni. A questo punto è però del tutto evidente quanto lo sviluppo futuro di piazza Cavour sia ormai inevitabilmente legato a doppio filo al destino del cantiere del lungolago. Il buon esito della vicenda potrebbe finalmente portare luce su una piazza che, nonostante tutto, ha saputo regalare alla città grandi momenti. Fra i tanti, vogliamo ricordare innanzitutto il saluto di Papa Giovanni Paolo II. Poi il concerto con 6mila persone di Edoardo Bennato, la partenza del Rally di Como, l’arrivo del Giro di Lombardia. Insomma non c’è dubbio che piazza Cavour sia nata per essere il cuore pulsante della città di Como.
È collocata di fronte al primo bacino del lago e resta uno degli ingressi privilegiati al centro storico. Basterà arredarla in modo che i suoi ospiti, sempre più numerosi e provenienti da tutto il mondo, siano accolti in un vero salotto? Forse sì.

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Una foto estiva di piazza Cavour. Oggi il salotto cittadino è un luogo spoglio, privo di particolari capacità attrattive. Un grande spazio “vuoto” punteggiato da un arredo e da un verde che andrebbero sicuramente rivisti e modificati
9 Novembre 2013

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