Piazza Grimoldi, gli architetti chiedono rispetto

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«Più rispetto per i progetti di urbanistica e di architettura che vincono i concorsi pubblici». Lo chiede l’Ordine degli Architetti di Como, dopo che la giunta di Palazzo Cernezzi ha deliberato mercoledì 8 aprile di impugnare presso il Tar il parere della Soprintendenza per i Beni Archeologici e Paesaggistici sul progetto di riqualificazione di piazza Grimoldi. Al centro della contesa è il “niet” della Soprintendenza sulla fontana, che come ha sottolineato il sindaco Mario Lucini «sono contraddittorie rispetto alla valutazione favorevole del medesimo progetto che fu espressa dalla stessa Soprintendenza in sede di gara».
La polemica nei mesi scorsi ha visto sui giochi d’acqua previsti dal progetto di Stefano Seneca come «struttura architettonica in grado di vitalizzare gli spazi urbani ed essere elemento di aggregazione sociale e attrazione con un elevato valore simbolico» anche il parere negativo della curia (in piazza ha sede il Vescovado). Senza entrare direttamente nel merito della diatriba, Michele Pierpaoli, da poco presidente dell’ordine degli Architetti lariano, tiene però a sottolineare che i professionisti che partecipano ai concorsi d’idee vanno tutelati: «Difendiamo i concorsi, dall’inizio alla fine. Devono avere esiti lineari, dato che tanti professionisti ci mettono l’anima, tempo e disponibilità. I concorsi devono dare più garanzie che l’opera vincitrice vada a buon fine. A Como non mancano esempi: la biblioteca di piazzetta Lucati e il Setificio di via Castelnuovo. Ma c’è anche il rischio che i progetti dei concorsi vengano snaturati e mortificati, e che l’istituto in sé del concorso perda di credibilità. Ed è un peccato, perché in molti altri Paesi ci sono molti esempi di esiti felici, ed edificanti».
Lorenzo Morandotti

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