Piazza Roma vuota e la rabbia dei commercianti segno di scarso realismo e poca voglia di dialogo

Risponde
Agostino Clerici

Premesso che vivo negli Usa da qualche anno, leggo volentieri online il “Corriere di Como”, e trovo divertente che il Comune perda tutto questo tempo su una vicenda semplice come i parcheggi di piazza Roma. Qui in Usa i parcheggi per i residenti si usano la domenica e nelle ore notturne a uso esclusivo per i residenti e per il tempo restante libero anche per i non residenti.
Potrebbe essere soluzione semplice che accontenta entrambe le parti.

Da oltreoceano arrivano spesso quelle che noi spregiativamente chiamiamo “americanate”. Quella che ci manda il nostro amico – fedele lettore online del “Corriere di Como” nonché italiano – probabilmente non lo è affatto.
L’inghippo della soluzione proposta sta proprio nella sua apparente semplicità, quindi può darsi che non si adatti ai meccanismi complicati della nostra burocrazia amministrativa. Per esempio, credo che una soluzione simile crei subito il problema dell’identificazione del colore delle strisce: devono essere gialle (residenti) o blu (libero, a pagamento)? Si potrebbe propendere per nuovissime e simpatiche strisce giallo-blu o blu-giallo, e già la distinzione tra questi due colori misti potrebbe arenare la pratica in qualche ufficio comunale per settimane, ma poi bisognerebbe indicare in modo chiaro quali sono le ore “gialle” e quali le ore “blu”, e qui la soluzione semplice si presterebbe a qualche confusione o furberia.
Il vero problema è che non sempre si possono accontentare entrambe le parti. E la questione attorno a cui tutto ruota è una tipica applicazione di quella che io chiamo «filosofia dell’ambiente». C’è una buona dose di sano idealismo nella decisione di allargare la zona a traffico limitato (la famigerata Ztl) – un idealismo bucolico applicato alla giungla cittadina – che ha indubbi e indiscutibili punti a suo favore. La sensibilità ecologica da qualche anno a questa parte ha un posto sempre più ampio nelle scelte amministrative, e la cosa è da salutare positivamente.
È indubitabile che le macchine dei residenti – parcheggiate solo di notte – inquinino meno di quelle dei turisti e degli altri cittadini – che continuano a muoversi e a cambiare – per cui la scelta Ztl premia l’aria e i nostri polmoni. Già, ma l’economia dove la mettiamo? Suvvia, l’economia muove il mondo e si vorrebbe parcheggiarla lontano? Un sano realismo – magari carico di CO2 – dice che uno non mangia mica con i polmoni, e se, entro la carestia di guadagni portata dalla pesante crisi, i ricavi si assottigliano ancora più sensibilmente perché gli acquirenti non se la sentono di fare due chilometri a piedi, i commercianti hanno le loro ragioni a protestare.
Bisognerebbe mediare? Ci vuole arte per farlo, e non tutti gli amministratori sono portati alla diplomazia e ai sorrisi. E poi, diciamocelo, la «filosofia dell’ambiente» è esigente e anche un po’ talebana. Esige tempi di sperimentazione e tagli netti. Ricordo tanti anni fa le vibranti proteste per la pedonalizzazione della zona a ridosso delle mura, che prima era un caotico gigantesco parcheggio: credo che ora tutti siano contenti, forse anche perché i bollori con il tempo si stemperano.
La «filosofia dell’ambiente» è un piatto che si serve caldo e si digerisce freddo… Sarà probabilmente così anche per piazza Roma. Per ora sembra di capire che la prima fase sperimentale durerà sei mesi, non un giorno di meno. Nell’attesa, mi verrebbe da proporre a tutti i clienti degli esercizi commerciali interessati dal blocco un gesto di solidarietà: una bella marcia non competitiva per attraversare a piedi la giungla (e magari respirare un po’ di gas direttamente dal naso) per andare comunque a fare acquisti in Ztl, portando così… una boccata d’ossigeno ai commercianti del centro.
Gianmarco

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