Cronaca

Picchia e violenta la moglie davanti alla figlia per anni: arrestato

1bassone

Le assurdità: niente carne alla bimba perché lui era vegano e di notte non si poteva andare in bagno

Ogni pretesto era buono per alzare le mani e picchiare barbaramente la moglie. Anche il fatto che, essendo lui vegano, pretendeva che lo stesso regime alimentare venisse seguito dal resto della famiglia. E se ciò non accadeva, se solo trovava una fetta di carne o un uovo nel piatto della figlia, allora a pagarne le conseguenze era la moglie, da cui comunque era separato dal 2001. Moglie che, davanti a un giudice, aveva accettato di condividere comunque la casa perché il marito non sapeva dove andare. 

Un gesto di cuore, che alla fine ha fruttato solo violenze sessuali e maltrattamenti. Accuse confluite nell’arresto eseguito all’alba di ieri mattina dagli uomini della squadra mobile di Como, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal giudice Francesco Angiolini su richiesta del pubblico ministero Massimo Astori.
In cella al Bassone è così finito un 50enne che risiede nella periferia di Como, di cui non è possibile fornire altri dettagli per tutelare la vittima delle violenze sessuali – la moglie – e le figlie, tra le quali una oggi 12enne ma che all’epoca dei primi pestaggi aveva appena 7 anni.
La vicenda è nata lo scorso 18 novembre da una denuncia presentata dalla donna, ormai esasperata, dopo l’ennesimo episodio di violenza. In una settimana di indagini intense e serrate, condotte dagli uomini della Mobile, gli investigatori sono riusciti a stringere il cerchio attorno al presunto aguzzino. E sono molti i particolari emersi su quella casa che la figlia più grande, oggi maggiorenne e che nel frattempo se n’è andata, ha definito «la casa degli orrori».
Ad esempio, di notte – per evitare l’ira dell’uomo – non era consentito andare in bagno per non disturbare il sonno leggero del 50enne che, dunque, costringeva la moglie e le figlie a fare i propri bisogni nel lavandino della cucina. C’è poi il racconto della volta in cui la figlia più piccola fu portata al pronto soccorso per una dissenteria e la moglie rimediò botte dal marito che la riteneva responsabile per il cibo che le aveva dato da mangiare. Situazioni al limite, insomma, che culminavano nei frequenti pestaggi della donna anche davanti alle bambine.
Ieri all’alba, quando gli uomini della Questura hanno bussato alla porta di casa – la moglie e la figlia di 12 anni avevano già lasciato l’abitazione ed erano state portate in una struttura protetta – l’uomo si sarebbe limitato a dire ai poliziotti che i rapporti sessuali con la moglie erano consenzienti. Ma da spiegare al giudice, quando si recherà al Bassone per l’interrogatorio, avrà ben altro. A partire da come sia stato possibile trasformare quello che avrebbe dovuto essere un nido d’amore e di protezione in una «casa degli orrori».

Mauro Peverelli

26 Novembre 2013

Info Autore

Redazione Corriere di Como

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto