Picchiarono un avvocato: tre condanne a 5 anni. Un quarto ragazzo assolto

Giustizia, tribunale

Quaranta minuti di camera di Consiglio poi, nel pomeriggio di ieri, è arrivata la sentenza. Pesante per tre dei quattro imputati (5 anni a testa). Leggerissima per l’ultimo, assolto «per non aver commesso il fatto». Stiamo parlando dell’aggressione a un avvocato di Como andata in scena tra via Bossi e via Oriani, in centro, la sera del 26 febbraio 2016.
Quel giorno il legale, mentre rincasava, stando al capo di imputazione, fu aggredito da più ragazzi che gli causarono lesioni con una prognosi superiore ai 40 giorni, come testimoniato in aula nel corso del processo dal consulente del pubblico ministero Antonio Nalesso.
Davanti ai giudici del Collegio di Como presieduto da Valeria Costi, sono poi sfilati – udienza dopo udienza – una serie di testimoni che hanno raccontato quello che videro quella sera, a partire da una passante che fu la prima a soccorrere l’avvocato.
Il legale – sempre secondo la ricostruzione effettuata dall’accusa – riuscì poi a scappare fino a essere soccorso da una seconda donna in auto che lo fece salire a bordo «mentre gli altri si allontanavano».
Tra le contestazioni c’era anche quella della rapina, nata dalla scomparsa di una cartelletta che l’avvocato quella sera avrebbe avuto con sé.
Dentro, secondo quanto riferito da una collaboratrice dello studio legale, c’erano un atto di costituzione da presentare in tribunale a Monza, ma anche 300 euro in contanti e 450 euro in marche da bollo.
Le difese hanno sempre negato ogni contestazione, arrivando a sostenere l’opposto, ovvero che fu l’avvocato ad aggredirli pare dopo essere stato bagnato con schizzi di birra.
I giudici, con la sentenza che è arrivata ieri, non hanno però accolto questa tesi difensiva condannando tre imputati su quattro a 5 anni di pena, più il risarcimento del danno in via provvisionale (e in solido) quantificato in 12 mila euro. Si tratta di tre 23enni di Maslianico (il primo) e Como (gli altri due).
Assolto per non aver commesso il fatto invece l’ultimo imputato, anche lui 23enne, di Como.
Il ragazzo, assistito dagli avvocati Daniela Vigliotti e Valentina Pillosio, è riuscito a dimostrare che al momento dell’aggressione si era già allontanato dal punto dove avvenne il pestaggio. A supposto della tesi difensiva, nelle scorse udienze aveva portato dei tabulati telefonici che dimostravano – secondo i suoi legali – l’aggancio ad una cella telefonica diversa da quella degli amici.
Un quinto ragazzo era stato iscritto sul registro degli indagati dal pm Antonio Nalesso.
Quest’ultimo tuttavia aveva scelto una via processuale differente, optando per il rito Abbreviato che prevede anche lo sconto di un terzo della pena.
Dopo essere stato con dannato in primo grado a meno di due anni solo per le lesioni, in Appello ne ha rimediati quattro dopo che i giudici meneghini gli hanno aggiunto anche la rapina aggravata.

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