Picchiata dal marito, cerca di scagionarlo. Il giudice lo condanna a 4 anni e mezzo

A Como si è riunito il coordinamento della rete antiviolenza

Aveva denunciato di essere stata picchiata a sangue dal marito. Era anche finita più volte al pronto soccorso, in un caso rimediando addirittura 30 giorni di prognosi per le ferite subìte con frattura del naso ed escoriazioni al volto e al cranio. In una occasione, inoltre, era stata fermata in centro a Como, in viale Innocenzo, in stato confusionale dopo essere scappata di casa. Alla polizia, intervenuta per soccorrerla, aveva detto di essere fuggita dalle percosse del marito. Eppure, sentita davanti al giudice, aveva ritrattato tutto. Il sangue sul volto era successivo a una caduta accidentale dopo un litigio con la cognata, e le pagine di denuncia querela firmate in Questura erano piene di frasi che lei non avrebbe mai pronunciato. «Non mi furono tradotte, l’avessero fatto le avrei stracciate al momento», aveva detto la donna al giudice.
Eppure, ieri mattina, è arrivata comunque la condanna (pesante) per il marito che la moglie aveva cercato di scagionare. Il pm aveva chiesto 3 anni e 6 mesi, mentre il giudice Valeria Costi ne ha inflitti addirittura 4 e mezzo, uno in più di quanto invocato.
La decisione è stata presa a carico di un pakistano di 48 anni residente a Como, in centro. Uomo che a dire della moglie, prima che ritrattasse, le impediva anche di imparare la lingua italiana. Se lo avesse fatto, avrebbe rimediato altre botte e percosse, anche a colpi di manici di scopa in ferro e con calci sferrati indossando scarpe da lavoro.
Il pm, nel corso della requisitoria di ieri mattina, ha chiesto e ottenuto che venisse acquisito quanto detto dalla vittima nella querela, ritenendo dunque che, per le circostanze emerse nel dibattimento, vi fossero «elementi concreti per ritenere che il testimone» era stato «sottoposto a violenza o minaccia» affinché «non deponesse il vero».
Una posizione che è stata accolta dal giudice monocratico che, al termine di una camera di consiglio di circa mezzora, ha letto la pesante sentenza di condanna.

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