Economia

Piccoli contro grandi: il commercio è di nuovo in guerra

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L’analisi – Ieri mattina conferenza stampa in via Ballarini per illustrare i dati aggiornati sulle superfici di vendita aperte in provincia e in Lombardia
Fa paura il megacentro che sarà inaugurato a breve tra Cerro Maggiore e Rescaldina

(f.bar.) La forte avanzata della grande distribuzione (Gdo) non conosce ostacoli. A soccombere sono i negozi di quartiere che non riescono a reggere l’urto. Inevitabile, per sopravvivere, differenziarsi.
Se ne è discusso ieri mattina in Confcommercio. La ricetta, pur nella sua apparente semplicità, è chiara. «Bisogna puntare sulla qualità del prodotto e sul servizio. Inoltre è decisivo fare rete. E puntare sul web», ha detto Graziano Monetti, direttore di Confcommercio Como.
Un cocktail che può essere utile per ritagliarsi una fetta di mercato e

cercare di resistere. Oggi, infatti, i centri della Gdo riuniscono tutti i settori merceologici. Un tema delicato che non può prescindere dai numeri. A Como la superficie di vendita della Gdo è pari a 82.045 metri quadrati, di cui 38.586 nel settore non alimentare. In Lombardia siamo a quota 1.042.717 metri quadrati (settore alimentare) e 501.151 non alimentare. Numeri che indicano una marcia inarrestabile anche se «pure la Gdo, ultimamente, risente della crisi».
Inevitabile, davanti a tali numeri e prospettive, parlare della città. E del primo Pgt targato Mario Lucini, che prevede la possibilità di nuovi insediamenti della Gdo. «In sé non è notizia negativa. Siamo per il pluralismo distributivo perché serve a rendere migliore un territorio. Ma ci vuole il rispetto delle regole per non creare disequilibri – dice ancora Monetti – Attualmente il 30% della superficie di vendita italiana è in Lombardia».
Il 31 dicembre scadrà la sospensione del procedimento per il rilascio delle autorizzazioni ad aprire o modificare grandi strutture di vendita, deliberata dalla giunta regionale nei mesi scorsi. «Sarà decisivo capire come verrà regolato il tema da gennaio».
Un’analisi, quella presentata ieri mattina in via Ballarini, che non può prescindere dalla crisi attuale. «Le famiglie spendono sempre meno – ha detto Alvise Scognamiglio, economista dell’Università di Bergamo ed esperto del settore, il quale ha tracciato un’analisi dettagliata con particolare riferimento al comparto del legno arredo – Se nel 2008 la cifra era di 2.500 euro, oggi siamo sotto quota 2.400».
Uno scenario molto critico che però non vede arretrare la Gdo. «A poca distanza da noi, nel Varesotto, tra Cerro Maggiore e Rescaldina, aprirà a breve un megacentro commerciale di 74mila metri quadrati. Un complesso che si andrà a inserire in un territorio – l’asse Rho-Gallarate – sul quale insistono già 13 centri commerciali – conclude Monetti – Questo non può che significare un intasamento drammatico. Per la scarsità delle infrastrutture, ma anche in termini di offerta e di ricadute sui negozi tradizionali. Si è infine stimato che tra il saldo delle assunzioni e i posti che andranno in fumo, in 244 si ritroveranno senza una occupazione. Il tutto a pochi minuti d’auto di distanza da Como».

Nella foto:
I grandi centri commerciali sono nuovamente nel mirino dei piccoli negozianti
19 Nov 2013

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