Piccoli e grandi di nuovo divisi: rinasce la Confapi di Como

Como, sede dell'Unione Industriali esterno La sede dell’Unione Industriali di Como

Un alleato per le piccole e medie imprese. È lo scopo fondamentale che sta alla base della rinascita di Confapi Como. Presidente sarà Alberto Frigerio, in passato assessore in quota Alleanza Nazionale a Villa Saporiti durante il primo mandato del presidente leghista Leonardo Carioni. «La sfida è decisiva: accompagnare le aziende oltre la crisi», ha detto il neopresidente, imprenditore nel settore dell’informatica.
La promessa è, dunque, essere al servizio di chi fa impresa. «Non basta – parola di Alberto Frigerio – l’intuizione, la creatività, la capacità di fare impresa e la propensione all’innovazione dei nostri imprenditori. È necessario anche avere un supporto valido e professionale per aiutare le aziende a crescere e a competere nel proprio mercato».
Ragionamento che, al contrario, il 3 giugno 2013 decretò la fine dell’Associazione piccole e medie imprese di Como (Api) che si unì a Confindustria dando vita a Unindustria Como, realtà che oggi può contare su un migliaio di aziende iscritte (aziende che danno lavoro a quasi 50mila addetti).
«La fusione era assolutamente l’unica strada percorribile – ricorda Tiberio Tettamanti oggi vicepresidente di Unindustria Como e, fino a un paio di anni fa, presidente di Api Como – Visti i tempi che correvano, non difformi dalla situazione odierna, è stata la scelta migliore per essere forti e reggere l’urto della recessione. Inoltre, Confapi Roma, ai tempi, non era assolutamente in grado di avere peso ai tavoli delle trattative. A parte l’assistenza che le Confapi territoriali garantivano, a livello generale non era minimamente incisiva. E noi, dunque, ci siamo comportati di conseguenza. Non so quanti iscritti potrà avere la nuova Confapi, vista anche la situazione attuale. Non mi sembra che questa nuova realtà possa dunque nascere da un’esigenza concreta. Noi, ai tempi, avevamo discusso a lungo prima di arrivare alla fusione».
Tornando al “nuovo” soggetto associativo, va detto che, oltre al presidente Frigerio, ci sarà, in veste di segretario, il numero uno di Confapi Lombardia e vicepresidente nazionale, Franco Colombo. Nel board pure Mario Cesaroni (vicepresidente) e Riccardo Bonaiti. Numero uno del gruppo giovani sarà, invece, Andrea Frigerio.
«Confapi Como si è organizzata con il medesimo criterio utilizzato con successo dalle aziende che vuole assistere: struttura leggera, senza grandi investimenti in palazzi e senza avere al suo interno tutte le funzioni – spiega Frigerio – Questo perchè Confapi nazionale è una rete di eccellenze, rappresentata dalle sedi territoriali, ognuna delle quali è specializzata in un servizio o una funzione che mette a disposizione del territorio come centro di eccellenza». Confapi Como è già operativa e a gennaio verrà presentata ufficialmente con un evento pubblico per comunicare l’indirizzo della sede pronta ad accogliere gli imprenditori e le imprese che vorranno far parte del progetto.
Intanto, il segretario Franco Colombo allarga lo sguardo e, garantendo il massimo appoggio da parte dell’intero sistema Confapi, sottolinea: «Per affrontare le sfide quotidiane, le piccole e medie industrie hanno necessità di poter contare su un riferimento competente e autorevole cui ricavare soluzioni pratiche a problemi concreti», dice.
E quindi, «dalle relazioni sindacali e industriali alle opportunità di finanziamento e agevolazioni anche con la garanzia di Confapindustria Lombardia Fidi – conclude Colombo – dalla formazione professionale alle questioni legate alla competizione internazionale, dai rapporti con la burocrazia pubblica a quelli con le istituzioni, e molte altre consulenze e servizi, il nostro compito è di essere sempre vicini agli imprenditori nel rispetto dei principi di competenza nel “fare” e di disponibilità “sempre” verso le nostre aziende».

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