A piccoli passi contro la psicosi

Come “concimare in modo creativo e intelligente la propria vita dopo un esordio psicotico”? Ce lo insegna un comasco, Emilio Eddi, nel suo libro fresco di stampa Il trapianto della quercia (pp. 91, 10 euro) edito a Como da Baj Books. Tra i consigli per venire fuori da situazioni apparentemente inestricabili, ispirati alle dottrine orientali ma anche al messaggio ecumenico di  papa Francesco e al filosofo ginevrino Jean Jacques Rousseau, ce n’è uno netto come un aforisma: “Impara la disciplina di un militare e la creatività di un rivoluzionario”. L’autore ha operato come consulente per l’Azienda Ospedaliera S. Anna di Como, vincendo due premi per la comunicazione nel mondo della salute mentale e collabora con il SerT di Milano per la prevenzione dell’uso di stupefacenti. Il suo è un libro sulla psicosi ma non è per addetti ai lavori né solo per i diretti interessati sul fronte patologico, anzi: l’esperienza del dolore e della marginalità, l’essere tornato a riveder le stella detta consigli utili a tutti e anche in situazioni non drammatiche, perché da vicino nessuno può dirsi detentore di una normalità più presunta e teorica che raggiungibile tangibilmente nella realtà. Il libro per recidere le radici malate e ripiantare quelle buone consiglia la politica dei piccoli passi, di un quotidiano divenire che porta lo psicotico a prendersi cura di se stesso: occorre per farlo formulare riti, ripulire mente e corpo, individuare i luoghi della casa e dello spirito dove rigenerarsi, soli, lontano dal rumore del mondo, per rientrare  poi nel flusso della vita a testa alta quali animali sociali, anche sul palcoscenico di Internet.

La copertina del volume

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