Cronaca

Pieno di benzina troppo caro. L’Aci organizza uno sciopero

Il 6 giugno – Sarà una giornata di mobilitazione per tutti gli automobilisti
Negli Usa un’identica iniziativa fece calare il prezzo di 30 centesimi
I continui rincari nel costo dei carburanti scontentano, come ovvio, proprio tutti.
E così, il prossimo 6 giugno, l’Automobile Club d’Italia (Aci) ha indetto il primo sciopero della benzina.
Una decisione presa per lanciare un forte segnale di protesta contro l’inarrestabile aumento dei prezzi e per denunciare il carico fiscale sempre più pesante che grava sull’auto. Quindici anni fa un’identica protesta diede dei risultati in termini di riduzione di prezzo negli Stati
Uniti.
«Gli automobilisti non faranno rifornimento il 6 giugno – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club di Como, Riccardo Gelera – per dire coralmente basta agli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno».
Il problema risiede naturalmente «nelle accise che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali per l’erario», specifica Riccardo Gelera.
E l’Aci, dati alla mano, sottolinea l’insostenibilità economica e sociale dell’attuale pressione fiscale sui veicoli. Realtà che ha scatenato una raffica inarrestabile di aumenti. Una famiglia, nel 2012, spenderà mediamente per l’auto 1.680 euro in carburante.
A questi vanno aggiunti altri 715 euro per l’assicurazione, 270 euro per la manutenzione, 220 euro per parcheggi e garage, 190 euro per pedaggi, 120 euro per le multe. Un totale superiore ai 3.500 euro. Nel 2011 la spesa media era invece di 3.278 euro. Un aumento superiore ai 200 euro in un solo anno.
«La nostra iniziativa non è un muro contro muro – spiega sempre il presidente dell’Aci Como – perché il dialogo è più importante della protesta per far comprendere al governo la conseguenza delle scelte compiute sull’auto».
Decisioni che stanno mettendo in ginocchio un settore strategico per il Paese. «I dati relativi al 2012, infatti, indicano un consistente calo delle immatricolazioni – aggiunge sempre Riccardo Gelera – ma quello che più ci preoccupa è l’aumento della disaffezione, per tutti i costi elencati, nell’uso dell’automobile».
E proprio le cifre riguardanti le immatricolazioni di aprile – presentati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – parlano chiaro: 129.663 auto vendute, con un -18% rispetto ad aprile 2011. Il primo quadrimestre dell’anno in corso si è concluso in rosso, con un calo del 20,2 % e con prospettive di recupero molto limitate. Infine il presidente Gelera fa una paragone con una realtà estera.
«Negli Usa un’analoga iniziativa generò, nel 1997, una riduzione del costo della benzina fino a 30 centesimi di dollaro in 24 ore – conclude il presidente dell’Aci – Un risultato difficilmente replicabile oggi, ma che comunque dimostra l’efficacia di una risposta corale degli automobilisti contro l’eccessivo carico fiscale sui carburanti».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Distributori deserti il 6 giugno. Questo l’intento dell’Aci, che ha organizzato una protesta di 24 ore contro il cosiddetto “caro benzina”
23 Mag 2012

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