Pierpaoli: «Non ci hanno ascoltato. Adesso decidano i cittadini di Como»

alt Il presidente degli architetti lariani
(f.bar. ) «Le nostre osservazioni sono rimaste inascoltate o forse non comprese». Così, ieri mattina, il presidente dell’Ordine degli architetti di Como, Michele Pierpaoli, è tornato a parlare della scultura – ancora segreta ai più – dell’archistar Daniel Libeskind. Il dibattito sul monumento, ideato in vista di Expo 2015 e sponsorizzato dall’associazione Amici di Como, è sempre più nebuloso così come le informazioni sull’opera.
Se ne parla, infatti, ogni giorno di più ma se ne

sa poco. Sicuro è il luogo: in fondo alla diga foranea. E l’altezza della scultura, che dovrebbe oscillare tra i 18 e i 20 metri. In origine il monumento doveva uscire dalle acque del lago, mentre ora la sua collocazione è cambiata. Certo è anche il nome: The Life Electric.
Altrettanto evidente è la spaccatura in città tra due fronti opposti: favorevoli e contrari. Sicura anche la richiesta della commissione Paesaggio della Provincia di Como di avere ulteriore documentazione sull’opera. In attesa ovviamente anche di un intervento della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici.
Qui finiscono le evidenze. Entrando nel campo delle ipotesi, con ogni probabilità, la prossima settimana dovrebbe essere fissata la data per la presentazione pubblica del progetto. Soltanto allora si potrà finalmente capire cosa potrebbe sorgere in mezzo al primo bacino del lago. Ieri, in occasione del bilancio dei primi 7 mesi di mandato, il nuovo presidente dell’ordine è tornato sul tema.
«Lo scorso mese di aprile abbiamo assistito alla presentazione di Amici di Como e ci eravamo detti perplessi sull’ubicazione. Non certo sul valore di Daniel Libeskind. Ma sul contesto paesaggistico in cui la si vorrebbe inserire – ha detto Pierpaoli – Le nostre perplessità non sono state ascoltate. Sarebbe forse opportuno organizzare un incontro pubblico per mostrare tutti i dettagli dell’opera e magari richiedere un giudizio ai cittadini». Certamente, in base ai dettagli «visti in passato, per collocare la scultura nel luogo prescelto sarà necessario eseguire lavori al basamento del tondello della diga, che andrà ampliato».
Un allargamento necessario per ospitare l’opera e far girare intorno i cittadini, i quali potranno ovviamente continuare ad andare in fondo alla diga. «Certo è che la gratuità dell’opera e il marketing possono essere, giustamente, elementi portanti di un’iniziativa come questa. Ma prima di tutto deve comunque prevalere il progetto», ha aggiunto il presidente degli architetti lariani.
L’incontro di ieri è anche stata l’occasione per annunciare come, da gennaio 2015, la sede dell’Ordine degli architetti si trasferirà dallo storico ufficio di via Volta al Novocomum, edificio progettato da Giuseppe Terragni.
«Sarà la casa degli architetti e dell’architettura. Luogo per organizzare eventi, corsi di formazione e appuntamenti culturali», ha detto Pierpaoli.

Nella foto:
La nuova sede dell’Ordine degli architetti di Como sarà nel “Novocomum”

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