Pinketts inedito nel ricordo del comasco Cocco

Prefazione di Andrea G. Pinketts a Giovanni Cocco

“Ci mancherà molto, era un uomo generoso, davvero un grande”. Giovanni Cocco, il comasco finalista al Campiello nel 2013 con il romanzo La caduta, ricorda con commozione lo scrittore Andrea G. Pinketts morto ieri a Milano. Nel 2004 uscì il primo libro di Cocco, Angeli a perdere edito da No Reply, sotto lo pseudonimo Johnny 99 in omaggio a una canzone di Bruce Springsteen, e con prefazione firmata proprio dal mago milanese del noir creatore dell’alter ego letterario Lazzaro Santandrea.

Per gentile concessione dello stesso Cocco, pubblichiamo ora la prefazione di Pinketts in esclusiva nella sua versione originale, ossia vergata a penna, sulla prima pagina del manoscritto del libro.

Ecco come andarono le cose, che Cocco ha anche rievocato in uno dei suoi racconti. “Pinketts – dice Cocco al Corriere di Como – scrisse la prefazione nel mitico locale Trottoir in via Garibaldi, il covo milanese che era la sua base operativa come scrittore ed esperto della vita notturna. Gli avevo lasciato il manoscritto qualche tempo prima, eravamo sotto Natale, proprio in questo periodo, tra l’1 e il 6 di gennaio, era l’anno in cui in Italia si passò dalla Lira all’Euro. La prima sera che l’ho incontrato ci siamo seduti al primo piano del locale e lui ha chiesto per sé ‘una Pinketts’ ossia una birra Guinness media. Poi mi chiamò e ci rivedemmo sempre al Trottoir un mese dopo, e mi ridiede il manoscritto con sopra la prefazione”.

Dove lo stile di Pinketts, il suo “senso della frase” diventato proverbiale (e anche uno dei suoi titoli di narrativa più noti) emerge con forza e prorompente simpatia, con giudizi lusinghieri (tra calembour e voli pindarici, tra surrealismo, espressionismo e nonsense) nei confronti dell’esordiente comasco: “Benvenuto nel club di noi higlander” lo saluta nel testo dopo averlo così presentato: “Non è uno scrittore in Erba, è uno scrittore di Erba. E se quella del vicino è sempre più verde, la sua ha i colori di un arcobaleno da pozzanghera nel nord est produttivo”.

“La cosa che mi colpì – ricorda ancora Giovanni Cocco – fu che Pinketts era estremamente generoso, avrebbe potuto tranquillamente mandarmi a quel paese. Il libro uscì un paio di anni dopo, con un cd allegato firmato dai comaschi Sulutumana. Pinketts era disponibile verso tutti, cosa tutt’altro che scontata per uno scrittore sulla cresta dell’onda come era lui allora”.

Pinketts è stato protagonista di diversi incontri letterari sul Lario: ai “Venerdì” curati dalla scrittrice Carla Porta Musa nella biblioteca di Como (dove era tornato nel 2011 ospite dell’ordine degli Architetti), al festival Parolario, alla libreria di via Volta a Erba, alla casa comunale di Crevenna e nel locale “Marcellus von Design” di Asso. “Fermo Valsecchi, che all’epoca era collaboratore del Corriere di Como, aveva scoperto Pinketts per primo nel gruppo dell’Informagiovani di Erba che frequentavo anche io, e dove tutti, e con me ricordo Francesco Vignarca e Daniele Villa, eravamo innamorati dello scrittore milanese” ricorda Giovanni Cocco, che è cresciuto proprio in Brianza. Pinketts era stato anche testimonial su Italia 1 del famoso piroscafo del lago di Como “Patria”, nel corso di un programma tv. «Sono il capitano su questo piroscafo che appartiene alla storia del Lago di Como per registrare le puntate di Mistero – aveva detto al nostro giornale il noto scrittore milanese – la vita di questo programma sul paranormale mi coinvolge ormai dal 2011. Devo ammettere che, da sempre, gli eventi misteriosi hanno esercitato su di me un fascino particolare”. Negli incontri lariani Pinketts non ha rinunciato mai alla propensione per un linguaggio traboccante di allusioni e al suo spirito al tempo stesso ironico, contraddittorio ed enigmatico (ma anche ricco fino all’ultimo di sensibilità e di amore per la vita) che – tra biografia e letteratura – lo hanno sempre contraddistinto.

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