Piscina di Muggiò, sopralluogo proibito per i giornalisti: la struttura sempre più rovinata

Piscina Muggiò

L’esterno della piscina di Muggiò, la città lo conosce bene, fin troppo bene. Da quasi due anni le porte automatiche che conducono alla vasca olimpionica sono infatti sbarrate e immobili.
Dal sopralluogo di ieri pomeriggio dunque ci si attendeva di poter entrare per mostrare alla cittadinanza lo stato delle cose. Ma niente da fare. La vasca, gli spogliatoti e i locali annessi sono rimasti off limits. Solo i politici sono entrati, i giornalisti – come accade ormai da settimane anche per il vicino palazzetto, assolutamente interdetto – sono rimasti fuori.

A dire il vero anche i consiglieri a un certo punto, ironia della sorte, hanno rischiato di non poter accedere perché mancavano le chiavi giuste per aprire un cancello e raggiungere i locali tecnici. Problema rocambolescamente risolto. E quindi in che stato si trova la piscina? Secco il giudizio del capogruppo di Svolta Civica Vittorio Nessi, molto critico su quanto visto all’interno. «La struttura è fatiscente, in condizioni pietose – dice Vittorio Nessi – Tutto è al di là delle più nefaste previsioni. Urge una nuova piscina all’avanguardia. Svolta Civica vigilerà affinché ci siano tempi rapidi nella costruzione e ovviamente sulla congruità dei costi».

Soddisfatto del sopralluogo il presidente della Commissione 2 Luca Biondi (Forza Italia). «È stata una visita molto accurata quella svolta dai consiglieri, che hanno osservato tutto, dal piano terra al seminterrato dove ci sono gli impianti. Adesso tutti hanno un quadro più dettagliato», ha detto il forzista Biondi. Il consigliere di Fratelli d’Italia Mario Gorla, è stato tra i primi a sollecitare maggior chiarezza sullo stato della piscina e a volere il sopralluogo. «Ho vissuto i fasti degli anni ’70 e ’80, con la piscina in piena efficienza e all’avanguardia: anche la nuova vasca lo sarà. Sono orgoglioso che con il mio gruppo si sia riusciti a smuovere le carte per discutere della piscina e confrontarsi sul futuro della struttura che sarà sicuramente allo stesso livello di quella del passato».

Guarda ancora più avanti il consigliere del Gruppo misto, Pierangela Torresani. «Dobbiamo con questa operazione avere una visuale temporale proiettata in avanti, fino al 2070, per comprendere bene la reale portata che potrà e dovrà avere l’opera», dice Torresani. Più critico invece Alessandro Rapinese. «La struttura nel complesso è sana. Certo vanno rifatti gli impianti – esordisce il consigliere – Mi domando però come sia stato possibile far passare così tanto tempo senza fare nulla. Già in passato, con un’interrogazione, ho sollevato la questione: forse l’unico interesse è coinvolgere i privati?».

Non usa giri di parole Rapinese, che condanna senza appello il divieto di ingresso ai media. «Incredibile che l’assessore allo Sport Marco Galli adduca le solite scuse generiche, dicendo inoltre che doveva chiedere l’autorizzazione al sindaco. Ma non lo sapeva del sopralluogo di oggi? Non ha poi la delega per questi temi?».

E proprio l’assessore prima di entrare, ribadendo il divieto di accedere, ha sostenuto come «non ci sia nulla di nuovo da vedere. Tutto è già noto, quando ci sarà qualche cosa da mostrare si potrà entrare senza alcun ostacolo», ha spiegato l’assessore allo Sport. Intanto, mentre l’esponente della giunta forniva la propria versione del divieto, Rapinese compiva un ultimo affondo. «Ovvio che lasciando la piscina senza manutenzione per anni ci siano molti lavori da fare. Ma sicuramente con un investimento da mezzo milione di euro o poco più si poteva ipotizzare di salvare la struttura senza scegliere la soluzione più lunga e onerosa per il Comune che avrebbe molti altri ambiti su cui intervenire: dal palaghiaccio allo stadio, al palazzetto dello sport, ormai un rudere dove tutti possono entrare a patto che non lo si chieda in Comune. Insomma, è come se a casa mia non funzionasse il riscaldamento e per ripararlo abbattessi tutto il palazzo», chiude Rapinese.

Presenti alla visita anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, Matteo Ferretti, Gabriele Guarisco , del Pd e Giampiero Ajani della Lega. E proprio Gabriele Guarisco del Pd aggiunge. «Fortunatamente, vista anche la situazione dell’impianto, qualcosa si sta muovendo».
Il corteo si è poi spostato nel vicino campo Coni. Niente da fare per il palazzetto dello Sport, sempre inaccessibile per tutti «per ragioni di sicurezza». Forse in futuro si entrerà.

Tentativo ingresso

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