Piscina di Muggiò: tempi lunghi per i lavori. «Controsoffitto da rifare»
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Piscina di Muggiò: tempi lunghi per i lavori. «Controsoffitto da rifare»

La piscina di Muggiò resta chiusa e i tempi di riapertura dell’impianto dell’unica vasca olimpionica della provincia di Como potrebbero allungarsi.
Ieri mattina il sopralluogo dell’assessore allo Sport del Comune di Como, Marco Galli assieme ai tecnici per valutare l’entità del danno. I tecnici hanno confermato che alcune parti del controsoffitto della piscina sono instabili.
«Nei prossimi giorni capiremo quali sono gli interventi da effettuare e quantificheremo il danno. Prima di parlare di tempi dobbiamo concludere tutte le verifiche necessarie», spiega l’assessore Galli.
Galli conosce molto bene la situazione della piscina di Muggiò. Prima di entrare nella squadra del sindaco Landriscina è stato presidente dell’Ice Club Como, una delle società sportive che operano sul territorio e ancora prima era stato allenatore e atleta di nuoto.
Tra le ipotesi che si stanno vagliando vi è anche la rimozione per intero di tutto il controsoffitto e la sua sostituzione.
«Ad oggi mi sembra l’unico modo per mettere in sicurezza l’impianto – dice Galli – e tentare così di riaprire la piscina nel più breve tempo possibile».
Un problema che si andrebbe a unire però alla carenza di spazi nelle vasche comunali dettata dalla chiusura da fine agosto di Casate, per un complesso cantiere che richiederà lavori fino all’inizio del prossimo anno.
Muggiò, gestito dalla Federnuoto, avrebbe dovuto reggere l’impatto della chiusura di Casate insieme con la Sinigaglia (gestita dalla Csu, come la stessa Casate). Lunedì sera l’imprevisto. Dalla direzione della piscina è arrivato l’avviso di lasciare la vasca alle 20.30. Sulla pagina Facebook della Piscina Olimpica Comunale Centro Fin Como si può leggere l’avviso: “Attenzione. Causa verifica e manutenzione impianto, la piscina Olimpica resterà temporaneamente chiusa. Ci scusiamo con gli utenti”.
A un utente che ha mosso una critica sullo scarso preavviso dato lunedì sera a chi stava nuotando, la direzione della Fin Como risponde che «ha osservato una disposizione del Comune di Como». E aggiunge: «per noi la priorità è la sicurezza di chi quotidianamente accede alla piscina olimpica».
La chiusura di Muggiò, oltre agli appassionati del nuoto libero e ai tanti bambini impegnati nei corsi per non agonisti, sta mettendo in serie difficoltà le società sportive che operano nel nuoto, nuoto sincronizzato, nella pallanuoto, nei tuffi, nel triathlon e nelle attività subacquee. Si tratta di centinaia e centinaia di atleti, alcuni dei quali di vertice. Problemi immediati, ad esempio, per la squadra di serie A2 maschile della Como Nuoto, con il campionato ormai alle porte (l’inizio è previsto per novembre). O per la Pallanuoto Como, che ha la prima squadra in serie B. «Al momento ci stiamo allenando in altre piscine del territorio con le quali già stavamo collaborando», dice il presidente della Pallanuoto Como, Giovanni Dato.
Marco Benzoni, direttore della Csu, spiega come gli spazi alla Sinigaglia siano pressoché completi.
«Abbiamo cercato di fare fronte alla chiusura di Casate, ospitando tutti i corsi alla Sinigaglia, ma è difficile pensare di aumentare ancora l’afflusso di atleti e persone che praticano il nuoto libero. Si tratta di un puzzle complicato, proveremo a studiare qualcosa, ma possono essere correttivi minimi».
La vecchia Sinigaglia, del resto, è già aperta sette giorni su sette (escluse le domeniche in cui il Como gioca allo stadio) con orario prolungato per il nuoto libero dalla 7.15 fino alle 22.30, quasi tutti i giorni.

18 ottobre 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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