Piscina di Muggiò, tensione a Palazzo: l’8 marzo si terrà la commissione speciale

Piscina Muggiò

Piscina di Muggiò, la commissione apposita, voluta in primis dal consigliere Mario Gorla sarà riunita il prossimo 8 marzo. Alla riunione, oltre all’assessore allo Sport, Marco Galli sono stai convocati anche i colleghi di giunta, Adriano Caldara (Bilancio) e Pierangelo Gervasoni (lavori pubblici) con i rispettivi dirigenti.
Al centro, è noto, c’è la sorte della vasca olimpionica chiusa da anni. I dettagli sono stati annunciati ieri dal presidente della commissione stessa, il consigliere di Forza Italia Luca Biondi. «Ho chiesto la presenza di tutti per avere allo stesso tavolo le figure e le competenze necessarie a rispondere sulle questioni legate all’impianto», ha detto Biondi.
La convocazione è stata richiesta per avere «chiarimenti e aggiornamenti sullo stato di fatto e sulla cronistoria della problematica relativa alla chiusura della piscina», così si legge nel documento inviato alla presidente del consiglio comunale di Como Anna Veronelli e, appunto, al presidente della Commissione consiliare che riguarda l’assetto del territorio, ambiente, ecologia, lavori pubblici, trasporti e mobilità. A richiedere una la commissione sulla struttura, chiusa ormai da oltre un anno mezzo, sono stati gli stessi membri: Mario Gorla, “indipendente” nella lista di Fratelli d’Italia, primo firmatario, Gabriele Guarisco, consigliere del Partito Democratico, Guido Rovi capogruppo di Civitas ed Elena Maspero di “Insieme per Landriscina”.
«Era necessario arrivare a una commissione in questo momento così delicato e confuso – ha detto Mario Gorla – non per guardare alle responsabilità del passato ma per ragionare sul futuro. Non vogliamo andare a scovare eventuali responsabili della situazione in essere, ma solo capire cosa si può in concreto fare per l’impianto. Ormai è giunto il momento di dare una risposa alla città».
Una svolta sulla delicata questione che riguarda l’impianto natatorio di Muggiò potrebbe però arrivare a marzo. Il prossimo mese è infatti attesa la valutazione finanziaria sul progetto presentato dai privati. Una volta ottenuto il documento l’amministrazione dovrà poi scegliere tra la perizia redatta da un pool di professionisti che hanno individuato i lavori più urgenti da fare per riaprire la piscina con una spesa complessiva di circa un milione di euro e dall’altra, invece, il progetto della società Nessi & Majocchi con una proposta di partenariato pubblico-privato per rifarla ex novo oltre alla manutenzione per 20 anni che attende, appunto, una valutazione.

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