Ritardi, rimpalli di responsabilità e ancora accuse e difese. La gestione della piscina di Muggiò continua a tenere banco in città. L’impianto, chiuso da oltre 600 giorni, è un punto di riferimento per i comaschi di ogni età.
Atleti e associazioni sportive che ora invece si ritrovano a peregrinare tra i paesi della provincia per cercare spazi idonei dove allenarsi. Intanto a marzo dovrebbe essere presentata, il condizionale resta d’obbligo però quando si parla dell’impianto natatorio di Muggiò, la valutazione economica redatta dalla ditta esterna al Comune che ha il compito di verificare se il piano economico è appunto conveniente per Palazzo Cernezzi. Il bando per l’affidamento della valutazione economica alla società esterna è stato però pubblicato soltanto nei primi giorni di febbraio, il 16 di questo mese si è chiuso l’avviso a cui è seguita l’aggiudicazione.
Resta un mistero da chiarire perché gli uffici di Palazzo Cernezzi abbiamo atteso tutti questi mesi prima di procedere alla pubblicazione del bando per l’affidamento della valutazione finanziaria su un progetto che la società Nessi & Majocchi ha presentato ormai un anno fa, prima dell’inizio della pandemia. La speranza per vedere riaperta la piscina è appesa proprio alla previsione economica. Nei giorni scorsi era stato lo stesso primo cittadino, Mario Landriscina, a ribadire che «nessuna decisione potrà essere presa prima della valutazione finanziaria sulla proposta presentata dai privati». Intanto il tempo passa e cresce la paura di non vedere la piscina riaperta a breve.
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