Cultura e spettacoli

Pittura botanica, una tradizione che insegna ad amare la natura

Silvana Rava   L’opera
La pittura botanica, arte soprattutto femminile per le doti di pazienza e precisione che implica, non è una nicchia, un hobby, un esercizio di tecnica o di stile, una mera illustrazione che vuole sostituirsi alla fotografia. Racchiude a ben vedere molteplici significati (tra i più insistiti, la vanità delle cose terrene e la fugacità della vita umana) e ha una origine antichissima, che tra gli altri ha raccontato, sul versante del mito, l’erudito comasco Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia:

vi si narra infatti come il pittore Greco Pausias dipingesse i fiori delle ghirlande che la sua amata Glicera andava intessendo. A questa leggenda si ispirò Jan Bruegel il Vecchio, il grande pittore fiammingo del Seicento specializzato appunto nella pittura floreale. 

Un percorso che è giunto a maturazione con maestri di assoluta grandezza come Leonardo da Vinci e Albrecht Duerer, grazie ai quali è nato il vero e proprio disegno botanico con una vocazione artistica e scientifica nello stesso tempo, che emerge da un diretto contatto con la natura. La raffigurazione realistica delle essenze vegetali ha ancora oggi legioni di estimatori in ogni parte del mondo, specie in quello anglosassone. Tiene alta la bandiera, sul Lago di Como, Silvana Rava, tra l’altro giustamente premiata a Londra per la passione profusa nel dialogo con piante e fiori.
Per la collezione di “Lario ad Arte” ha riunito una serie di essenze del territorio lariano. Un “hortus conclusus” che va ammirato non solo per la sua bellezza ma per i significati simbolici che reca con sé. È ad esempio il caso della peonia (Paeonia officinalis) qui a fianco: nota fin dai tempi di Omero per le sue virtù medicinali (guarisce da convulsioni, cicatrizza le piaghe, cura l’insonnia e… allontana gli spiriti maligni), deve il nome al medico mitologico Paeon, allievo di Esculapio che, con le radici di queste piante, guarì Plutone dalle ferite causategli da Ercole. Torniamo al magistero di Plinio il Vecchio per conoscerla meglio: la Naturalis Historia nomina infatti la peonia come il fiore più antico tra quelli coltivati nel suo tempo. Un invito, quello di Silvana Rava, ad amare la natura come sede – preziosa, fragile e necessaria – della bellezza. L’artista dallo scorso 27 marzo, con l’allieva Claudine Pasquin, ha l’onore di vedere esposte presso i Kew Gardens di Londra, per un intero anno, alcune opere selezionate dalla gallerista Shirley Sherwood, titolare della Gallery of Botanical Art, l’unica galleria al mondo dedicata all’arte botanica.

Lorenzo Morandotti

21 maggio 2014

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