Economia

Più difficile prelevare denaro dai conti in Svizzera

alt La “stretta” della banche elvetiche per gli stranieri
(m.d.) Prelevare in contanti il denaro depositato nei forzieri elvetici dai cittadini stranieri rischia di diventare un’operazione sempre più difficile se non si è in regola con la normativa fiscale del proprio Paese. E questo non per la recente adesione della Svizzera al protocollo Ocse sullo scambio automatico di informazioni fiscali, sottoscritto martedì scorso a Parigi da una quarantina di Paesi tra cui l’Italia, ma perché da tempo le banche elvetiche hanno scelto la strada del rigore per

quanto riguarda i patrimoni esteri detenuti nei propri forzieri.
«Le banche svizzere – conferma l’avvocato luganese Paolo Bernasconi, docente di diritto bancario internazionale – in molti casi si rifiutano di consegnare denaro contante o di effettuare bonifici se i correntisti stranieri non hanno presentato la documentazione che attesta la regolarità dei patrimoni depositati nella Confederazione».
Un problema non da poco per i numerosi clienti residenti all’estero, italiani, ma anche tedeschi, francesi, spagnoli portoghesi, insomma europei.
«Queste persone da decenni sono abituate a prelevare in contanti le somme che desiderano quando e come piace a loro – afferma l’avvocato Bernasconi – Già dallo scorso anno, invece, le banche svizzere hanno stretto i cordoni della borsa, anche se la borsa non è la loro, ma quella dei loro clienti».
Un irrigidimento delle regole che dunque precede l’intesa raggiunta a Parigi nei giorni scorsi, la quale, di fatto, con l’adesione della Svizzera al sistema di scambio automatico di informazioni fiscali, ha dato il colpo definitivo al segreto bancario elvetico.
Tornando alla stretta sui contanti, Bernasconi fa notare che «in contrasto con gli obblighi di diritto civile, secondo i quali la banca deve eseguire gli ordini dei clienti, gli istituti svizzeri hanno introdotto regole molto severe e lo hanno fatto in modo unilaterale, senza alcun accordo con i clienti: divieto di prelievo in contanti e anche divieto di bonifico quando non vi siano motivi economici plausibili che giustifichino tali operazioni. E il deposito di capitali per ragioni fiscali non è più considerato un motivo economico plausibile».
Contro le decisioni delle banche, molti correntisti stranieri hanno fatto ricorso alle autorità giudiziarie elvetiche. I risultati sono stati diversi.
«Molti clienti, a Ginevra come a Zurigo o a Lugano, si sono rivolti ai Tribunali – spiega l’esperto – nel marzo scorso il Tribunale di Ginevra ha respinto una denuncia penale contro una banca, mentre a Lugano il Tribunale civile ha ordinato a numerose banche di eseguire le richieste dei clienti che volevano prelevare contanti agli sportelli». E le somme in gioco non sono di poco conto. «Ho visto sentenze che riguardano prelievi di 300mila franchi, ma anche intorno al milione di franchi», dice Bernasconi.

Nella foto:
Riportare in Italia il denaro depositato nei forzieri svizzeri non è un’operazione facile
9 maggio 2014

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto