“Più disagi e più spese”. La sanità comasca boccia il riassetto delle ex Asl sul Lario

lago_alto1<Più disagi e più spese>. La sanità comasca boccia senza riserve la riforma sanitaria lombarda, che ha riorganizzato le Asl – ora Ats – in raggruppamenti territoriali più ampi. Como, ad esempio, è stata fusa con Varese. Ma una parte della provincia – la zona montana a ovest del Lario, tra San Fedele Intelvi e Gera Lario è stata inclusa nella Ats della Montagna, che ruota attorno alla città di Sondrio.
Un assetto, questo, che ha impattato sulla vita di chi usufruisce del sistema sanitario, i cittadini, e di chi lo eroga, medici, infermieri, farmacisti, veterinari.
Tutti i professionisti della sanità comasca si sono riuniti in aprile con la regia di Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei Medici di Como.
Una riunione che ha prodotto un lungo verbale: undici pagine, nel quale ogni categoria ha espresso le criticità e perplessità su questo riassetto.
Osservazioni che vengono riassunte nella premessa. <La zona che va dalla Valle d’Intelvi sino a Gera Lario è passata sotto la competenza della ATS della Montagna poiché considerata territorio montano – si legge nel comunicato – La decisione, apparentemente coerente, non tiene conto dell’orografia, del reticolo stradale e in definitiva dei tempi di percorrenza imposti dal nuovo assetto. La riforma complica sostanzialmente la vita ai cittadini che vivono nei comuni posti a sud di Gravedona>.
Nella relazione vengono poi indicati i tempi di percorrenza: il caso limite è San Fedele, dal quale servono 50 minuti per arrivare a Como e quasi due ore per andare a Sondrio.
<Tutti i servizi di natura sanitaria che vengono erogati presso le sedi centrali, dopo la riforma, sono sostanzialmente più disagevoli e dispendiosi, sia in termini di tempo che di denaro, per i cittadini che vivono a sud del comune di Gravedona>, si legge ancora nella relazione.
I professionisti della sanità comasca propongono quindi una soluzione: non delocalizzare i servizi sul territorio, procedura che aumenterebbe i costi, ma di <riportare i comuni a sud di Gravedona sotto la ATS dell’Insubria>. Assetto, questo, che <contribuirebbe a migliorare sensibilmente per i cittadini gli effetti della riforma e agevolerebbe gli amministratori nella gestione delle risorse sul territorio>.

Tratto da Espansione TV

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