Più ordini per le imprese lariane, ma fatturati in calo

L’indagine congiunturale – Il presidente Verga: «Cominciano a delinearsi prospettive di miglioramento che tendono a far ritrovare la fiducia che mancava»

Segnali contrastanti nell’ultima rilevazione di Unindustria. «Scenario difficile da interpretare»

(m.d.) Migliora il portafoglio ordini ma i fatturati registrano una battuta di arresto. Per le industrie comasche l’uscita dalla crisi è ancora tutta da decifrare. L’ultimo sondaggio condotto da Unindustria Como e da Confindustria Lecco tra i propri associati, relativo al mese di settembre, ha fatto emergere dati contraddittori. È la stessa associazione di via Raimondi a sottolinearlo, affermando che «il panorama è complesso» e «lo scenario è di difficile interpretazione», con «un rallentamento

dopo i seppur timidi segnali positivi» di luglio.
Per quanto riguarda Como, a settembre l’andamento degli ordini ha evidenziato «un lieve miglioramento» sul fronte nazionale, ma prevalgono ancora coloro che denunciano un calo, pari al 38,5% del campione, rispetto a chi segnala un incremento (23,5%). Più stabile la domanda estera (ordini in calo per il 28% degli interpellati, in crescita per il 28% e invariata per il resto).
Se il 46% del campione dichiara di avere ordini solo per qualche settimana, rispetto a luglio «aumentano sensibilmente le imprese con “fieno in cascina” fino alla fine del 2013 (35%) e per oltre un trimestre (19%)». L’attività produttiva risulta inoltre in crescita per il 23,5% degli imprenditori, mentre rimane piatta per oltre il 40%. A settembre, però, il fatturato è in calo per il 44,1% delle imprese, invariato per il 31,4% e in aumento solo per il 24,5%.
Migliora infine il dato relativo alla cassa integrazione, diminuita del 22% nei primi 9 mesi dell’anno rispetto al medesimo periodo del 2012. In calo soprattutto le richieste nel tessile (-41%) e nel settore chimico (-69%).
«Cominciano a delinearsi prospettive di miglioramento – commenta Francesco Verga, presidente di Unindustria Como – che tendono a far ritrovare quella fiducia che da troppo tempo mancava. Se fino a oggi l’incertezza è stata l’elemento dominante riscontrato nella maggioranza delle imprese comasche, la diminuzione dell’utilizzo della cassa integrazione ordinaria, in particolare per i settori tessile e chimico, il miglioramento degli ordini in portafoglio e soprattutto la tenuta della domanda estera, offrono una prospettiva diversa che permette di inquadrare l’uscita dal circolo vizioso crisi-sfiducia-crisi, per cercare di approdare a quello virtuoso fiducia-ripresa-fiducia».

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