Più risorse al lago come via di trasporto

Il commento
di Mario Guidotti
Tutti freneticamente presi a pianificare soluzioni viabilistiche fantascientifiche, spesso non vediamo le scelte più semplici, efficaci e talora economiche, quindi anche efficienti. Varianti, cantieri, sbancamenti di montagne, tunnel, gallerie. Progetti improbabili e soprattutto impossibili, dati i tempi di congiuntura economica grave. Ma perché non guardare mai al lago nella logica di trasporto? Perché non sgravare di auto la strada Regina e quindi i nostri polmoni di anidride carbonica, nonché

svuotare le nostre menti di stress ed i nostri ospedali di traumatizzati dirottando ampia parte di pendolari sui battelli? Ci sono poche corse? Aumentiamole. Il battello è lento e l’aliscafo costoso? Mettiamo qui i pochi e deboli finanziamenti statali e regionali. Una volta sbarcati, serve comunque l’auto per ulteriori spostamenti? Portiamo i ferry fino a Como. Il ferry è lento? Sì, ma già sul traghetto si potrebbe lavorare grazie al wifi, leggere, studiare, scrivere. Cose che non si possono fare guidando l’auto. E i Tir? Che si spostino solo nelle ore notturne dei giorni feriali. È ora di ragionare in modo globale, aprire le menti a una rivoluzione copernicana dei trasporti, considerando i vantaggi spalmati non solo sui conti economici, ma sui costi di tutto: carburanti, salute, tempo. In ultima analisi: trattasi di qualità della vita, quella dove Como sta perdendo posizioni ogni anno.

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