Pizzo, droga e rapine: dodici arresti nella Bassa comasca

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I carabinieri di Saronno hanno sgominato un gruppo criminale molto attivo in provincia

Sessantuno indagati, 23 persone colpite da una ordinanza di custodia cautelare in carcere, cinque ai “domiciliari”, sette con l’ordine di firma. Dodici i comaschi coinvolti, con reati a vario titolo che vanno dallo spaccio di droga, allo sfruttamento della prostituzione, all’estorsione ai danni di imprenditori, fino anche all’associazione per delinquere finalizzata al falso in atto pubblico e alla corruzione. Sono questi i numeri eclatanti dell’operazione nata da una indagine dei carabinieri

del nucleo operativo di Saronno ma che ha finito con il coinvolgere pesantemente la Bassa Comasca.
Molti degli episodi rilevanti dell’inchiesta si sono verificati proprio nella nostra provincia. I militari ritengono di aver sgominato un gruppo di persone che si muovevano attorno a esponenti di spicco della criminalità organizzata di stampo calabrese, anche se per il momento non viene contestata a nessuno l’associazione di stampo mafioso. I metodi, tuttavia, in alcuni casi erano molto simili. Basta citare come esempio il fatto che il personaggio più pericoloso del gruppo – un 56enne oggi residente a Gerenzano ma noto sul Lario in quanto con un passato a Fenegrò – ritenuto essere vicino alle cosche di Seminara (Reggio Calabria), aveva obbligato i titolari di un ristorante di Mozzate ad assumerlo e a pagargli uno stipendio di 800 euro anche senza lavorare una sola ora nella struttura. Questo perché con il regime di affidamento in prova cui era sottoposto, lavorando avrebbe avuto maggiori agevolazioni di orario (fino alle 24) per poter portare avanti i propri traffici.
Oltretutto, nello stesso ristorante, il 56enne mangiava senza pagare e organizzava summit con i propri sodali, senza ovviamente che i titolari potessero dire nulla.
Di particolare interesse poi – per capire come il gruppo si muoveva – è quanto avvenuto sempre a Mozzate in una autofficina.
Qui il titolare e il suo uomo di fiducia – rispettivamente un 43enne di Como e un coetaneo di Limido Comasco – con il supporto dello stesso 56enne e con il compiacente aiuto di altri meccanici, effettuavano false revisioni di veicoli (circa 2000 all’anno) in cambio di denaro con un giro d’affari di 60 mila euro. In sostanza, le altre officine vittime dell’associazione dovevano consegnare fino al 20% dei loro introiti per evitare di vedersi danneggiata l’attività, come avvenuto a Villa Guardia nel 2012 quando bruciarono più auto. Oltre ai già citati indagati, per la stessa vicenda una dipendente dell’officina di Mozzate è finita ai domiciliari (una 47enne di Mozzate), mentre sono stati colpiti dall’obbligo di firma altri due meccanici di Veniano (42 anni) e Turate (un marocchino di 36 anni).
Nell’ambito delle indagini, inoltre, i carabinieri di Saronno sono riusciti anche a risalire ai responsabili del colpo alla sala giochi Las Vegas di Mozzate avvenuto nel luglio del 2012, assalto andato in scena nel primo pomeriggio dove oltre ai titolari furono minacciati – pistola in pugno – anche due clienti dell’attività. Il bottino fu ingente e quantificato in circa 10 mila euro.
Gli altri comaschi arrestati nell’operazione conclusa ieri all’alba dopo anni di indagini, sono un 27enne di Turate (accusato di una estorsione in concorso ad una azienda di Gerenzano), un romeno di Cadorago (41 anni) per spaccio di cocaina (la compagna è “solo” indagata), un 40enne di Mozzate per sfruttamento della prostituzione, un 49enne di Turate (droga) e buon ultimo un 57enne di Asso, domiciliato a Cantù, accusato di una estorsione ai danni di un imprenditore edile di Olgiate Comasco.
Un gruppo criminale, dunque, dalle mille sfaccettature e attività illecite, ognuna tuttavia che doveva essere vagliata e accettata dal 56enne di Gerenzano. Il vero boss da cui tutto doveva passare a che teneva sotto scacco la Bassa Comasca, ma anche il Saronnese e il Varesotto.

M.Pv.

Nella foto:
Il fotogramma della sala giochi Las Vegas di Mozzate con il primo dei due rapinatori che entra in azione pistola in pugno

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