«Pluralismo, libertà e qualità dell’informazione». Il sottosegretario Martella e il futuro del settore

Incontro con Martella

Riuscire a mantenere in equilibrio libertà, pluralismo dell’informazione e qualità dell’offerta.
È questa la ricetta per cercare di traghettare fuori dalla crisi in cui annaspa ormai da anni il mondo dell’editoria. A ribadirlo con forza è Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, che ieri mattina è stato ospite dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti. Un primo passaggio di una giornata milanese che è poi proseguita con un summit in Regione Lombardia, ospite del Corecom, alla presenza degli editori e delle parti istituzionali. Tornando all’incontro con il mondo sindacale, va detto che una prima boccata d’ossigeno per molte imprese editrici di quotidiani e periodici è «lo slittamento di un anno dei tagli (inseriti da Vito Crimi nella precedente legge di Bilancio che prevedevano una riduzione progressiva dei fondi), ai contributi per l’editoria di cui usufruiscono diverse realtà, in previsione di una riforma organica del settore», ha spiegato il sottosegretario, ribadendo l’importanza fondamentale dell’informazione locale e sottolineando un cambio di passo rispetto al passato, a partire già da questo rinvio di 12 mesi «per niente scontato all’inizio e che ora dovrà essere votato in Parlamento entro la fine dell’anno ma sul cui esito favorevole mi sento di essere tranquillo», ha aggiunto il sottosegretario che ha poi voluto prendere le distanze dal passato. «Ho quest’incarico da pochi mesi ma da subito ho voluto far passare un messaggio forte e chiaro, ovvero quello di un sostanziale cambiamento di metodo. Per me e per questo governo è infatti decisiva l’apertura al dialogo. Si devono creare dei tavoli tematici per affrontare i vari problemi senza preconcetti – spiega Martella – Dunque massima collaborazione avendo come pilastro fondamentale l’articolo 21 della Costituzione». Il cui testo richiama il diritto di «manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure». In un futuro prossimo «bisogna raggiungere un obiettivo più ampio, ovvero quello di una nuova legge del comparto. Con ambizione abbiamo definito questa nuova normativa “legge per un’editoria 5.0” in analogia con l’impatto che ha avuto Industria 4.0. Ci stiamo lavorando e per realizzarla sarà necessario il confronto con tutte le parti, così da garantire il raggiungimento di obiettivi condivisi». Tra i primi interventi in programma anche la creazione di una commissione «formata dai maggiori costituzionalisti italiani ai quali chiedere di concentrarsi sui principi di libertà e informazione», aggiunge Martella, che ha poi ribadito come «il sostegno pubblico al settore dovrà essere consolidato. I contributi diretti dovranno rimanere, così come i contributi indiretti. E stiamo studiando forme di sostegno alla lettura nelle scuole».
Nel pomeriggio il sottosegretario ha partecipato all’incontro che si è tenuto nell’aula consiliare di Regione Lombardia dove Marianna Sala, presidente del Corecom Lombardia, ha illustrato i dati del mondo della comunicazione in Lombardia che tengono conto delle emittenti radiofoniche e televisive, degli editori di giornali quotidiani e periodici, di agenzie di stampa, concessionarie di pubblicità, fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici iscritti al Roc (Registro Operatori Comunicazione), il Registro ufficiale delle società e delle aziende delle comunicazioni che hanno la sede legale in Lombardia e la cui gestione è affidata e delegata al Corecom direttamente da Agcom. «Cambia pelle il mondo della comunicazione lombarda – ha detto Sala – spariscono le piccole imprese, aumentano le società di capitali». Il 2019 si chiude con una forza complessiva di 2.791 imprese, 902 in meno rispetto all’anno precedente e solo il 25% di quelle che risultavano iscritte nel 2010, quando le aziende in piena attività erano 3.693. Sempre ieri è stata presentata la pubblicazione con gli esiti del percorso di indagine avviato dal Corecom questa primavera, che ha visto la partecipazione degli operatori di settore rappresentativi delle componenti interessate alla tematica dell’informazione (Ordine dei giornalisti, Fnsi e Associazione Lombarda Giornalisti, Confindustria Radio-Tv, Sede Rai di Milano, Aeranti-Corallo, Federazione Italiana Editori Giornali). I tavoli tecnici istituiti nell’occasione, sono stati suddivisi in cinque aree: editoria locale cartacea; editoria locale online; edicole; emittenti radiofoniche locali; emittenti televisive locali. «Come emerso dai confronti interni ai tavoli tecnici, la misura di sostegno che appare più praticabile -ha evidenziato Sala – è una forma di accompagnamento dell’innovazione tecnologica che supporti gli investimenti più rilevanti e le trasformazioni organizzative necessarie per adattarsi al nuovo contesto digitale».

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