Poca neve e laghi senza piena: rischio siccità

La pioggia prevista a partire da martedì sera potrebbe portare un po’ di sollievo ai laghi lombardi, che da mesi soffrono l’assenza di precipitazioni. I bacini sono in sofferenza, tanto che nei giorni scorsi la Regione ha scritto una lettera al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per sollecitare un incontro in tempi rapidi, manifestando timori «per lo stato di siccità che interessa la Lombardia». A preoccupare non è soltanto lo scarso riempimento dei bacini dei laghi lombardi, ma soprattutto l’insufficiente innevamento delle montagne.

Ma partiamo dal Lario. Il lago di Como ha una percentuale di riempimento bassa, pari al 41,8% (il dato è calcolato rispetto ai volumi soggetti alla regolazione dei flussi di acqua), seppure in linea con la media storica di questo periodo. Ieri il livello del Lario era a quota 31,9 centimetri sopra lo zero idrometrico, prossima all’andamento medio. Situazione analoga negli altri bacini: il riempimento del lago Maggiore è al 72%, l’Iseo si ferma al 35%, il Garda è al 68%.

«Nonostante la situazione dei laghi sia finora nella media del periodo di riferimento – spiegano gli assessori regionali al Territorio Viviana Beccalossi, all’Ambiente Claudia Terzi e all’Agricoltura Gianni Fava – le preoccupazioni riguardano il deficit di innevamento, che secondo gli ultimi dati disponibili è del 62,8% in meno rispetto alla media del periodo 2006-2015, ma risulta inferiore anche rispetto al 2007, anno critico di riferimento (- 21,6%)». La neve rimasta sulle montagne è infatti un elemento che «diventerà decisivo quando, con l’aumento delle temperature, potrebbe registrarsi un deficit di acqua utile a riempire i bacini e successivamente a gestire la stagione irrigua». I timori riguardano dunque i mesi a venire e le scorte di acqua di cui si potrà disporre per salvaguardare le coltivazioni. Da qui la richiesta di un incontro con il ministro Galletti, per «condividere una strategia comune» visto che «la situazione attuale sembra poter assumere tutti i canoni dell’emergenza».

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