Cronaca

Poeta islandese muore annegato nel Lago del Segrino

La tragedia – Il corpo dell’uomo, che aveva 52 anni, è stato ritrovato ieri pomeriggio dai soccorritori a poca distanza dalla riva, a tre metri di profondità
Tutti i giorni, anche durante la stagione invernale, era solito tuffarsi nelle acque del bacino erbese
“Bello vedere come tutto è bello”. L’amore per la natura traspare dai versi delle poesie nelle quali racchiudeva i suoi pensieri e le sue emozioni lo scrittore islandese Jonas Thorbjarnarson, da circa un anno residente a Canzo, sui monti lariani.
Proprio l’amore per la natura però si è rivelato fatale per l’artista, annegato nelle acque del Segrino, quasi certamente in seguito a un malore.
Il corpo dell’uomo, 52 anni, è stato ritrovato ieri pomeriggio a poca distanza dalla riva
dello specchio d’acqua, a tre metri di profondità. Le nuotate nel Lago del Segrino erano un appuntamento fisso per Jonas da quando, con la compagna, aveva deciso di prendere casa a Canzo. Neppure in pieno inverno, nella zona lo ricordano in molti, il poeta 52enne rinunciava ai tuffi nell’acqua, una vera passione per l’islandese trapiantato da tempo in Italia.
Domenica scorsa, nel pomeriggio, l’uomo ha salutato la compagna ed è uscito di casa per una passeggiata, oltre che per l’immancabile nuotata. Da quel momento, di Jonas si sono perse le tracce, anche se solo lunedì è stata formalizzata la denuncia di scomparsa.
La morte dell’uomo però risale con ogni probabilità alla stessa giornata di domenica. In base alle prime ricostruzioni, sembra che Jonas abbia raggiunto già domenica la riva del Segrino. Come d’abitudine, si sarebbe poi tuffato per una nuotata. Con ogni probabilità, però, mentre era in acqua il 52enne è stato colto da un malore che non gli ha lasciato scampo. L’uomo non è riuscito a tornare a riva né a chiedere aiuto. Lunedì pomeriggio, i vestiti e le chiavi di casa dello sfortunato islandese sono stati notati sulla riva del lago, dove l’uomo si recava abitualmente.
Immediatamente, i carabinieri di Erba e Asso hanno avviato le ricerche, inizialmente senza conoscere l’identità della presunta persona scomparsa. Accanto a indumenti e chiavi infatti non è stato ritrovato alcun documento di identità. Solo dopo la denuncia della compagna di Jonas, una donna a sua volta di origini islandesi è stato possibile per i militari dell’Arma avere un quadro più preciso della situazione.
Le ricerche sono state effettuate dai carabinieri in collaborazione con i vigili del fuoco, che hanno inviato sul posto il nucleo sommozzatori di Milano. Ieri pomeriggio, sul Lago del Segrino è intervenuto anche l’elicottero dei pompieri.
Attorno alle 15, il corpo del 52enne è stato individuato a pochi metri dalla riva, in prossimità del punto in cui il poeta aveva lasciato abiti e chiavi, a una profondità di circa tre metri. Il corpo dell’uomo è stato subito recuperato e, dopo i primi accertamenti, è stata di fatto confermata l’ipotesi di un malore fatale. Il pubblico ministero ha già restituito la salma alla famiglia, senza disporre l’autopsia.
Non ci sarebbero dubbi infatti sulla dinamica del tragico incidente. Disperata e inconsolabile la compagna del poeta islandese, che per l’intera giornata di ieri ha assistito alle operazioni di ricerca sperando in un miracolo e che alla fine non ha potuto fare altro che confermare che l’uomo ripescato dalle acque del Segrino era proprio il suo Jonas.
“Il presente è un frammento minuscolo – recita un verso di un’altra delle poesie di Thorbjarnarson – si manifesta come un prurito”.

Anna Campaniello

Nella foto:
La vittima, Jonas Thorbjarnarson (da Facebook).
30 maggio 2012

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