Politeama, adesso la città è di fronte a un bivio

Lago della bilancia di Lorenzo Morandotti

Sarebbe un ottimo modo per festeggiare un secolo, avere la garanzia di arrivare intatti al centounesimo compleanno.
Qualcosa si è mosso, ed è già una notizia nella città immobile e piuttosto incline ai pasticci quale è Como, per prospettare un futuro meno incerto al glorioso ex Cineteatro “Politeama” di piazza Cacciatori delle Alpi.
La storica struttura di proprietà quasi in toto pubblica, che ospitò Gassman e Duke Ellington, quest’anno soffia appunto – spenta da anni la ribalta

– esattamente 100 candeline.
Di analogo record gioisce il vicino istituto Carducci, che almeno ha ancora le forze, pur tra le difficoltà, per navigare.
Martedì il Conservatorio di Como, in concerto con il Politecnico cittadino, ha presentato a Palazzo Cernezzi la bozza del piano di ristrutturazione e gestione del Politeama. Che verrebbe trasformato in una “cittadella della musica”. Sarebbe un sogno vederlo risorgere come polo culturale polivalente con la garanzia di una gestione autorevole e continuativa (l’esempio, vivo e invidiabile, è appena oltre confine: il Cineteatro di Chiasso).
Siamo però a un bivio: infatti non è escluso che vinca chi vorrebbe spingere sul pedale del turismo e farci un albergo di lusso. L’importante è che il Politeama non resti l’ennesima Ticosa preda dell’entropia. Un destino simile, non augurabile nemmeno al peggior ecomostro, in questo caso sarebbe un vero affronto, oltre che il classico schiaffo alla miseria.
lmorandotti@corrierecomo.it

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