Il futuro del Politeama era stato immaginato con un progetto da Conservatorio e Politecnico già anni fa, allora era direttore del “Verdi” il professor Raffaele Foti. Il piano prevedeva di trasformare l’ex cineteatro in un centro per la comunicazione, la produzione musicale e lo spettacolo, in virtù della natura polifunzionale con cui il Politeama era nato all’inizio del secolo. «Al servizio non solo dell’offerta cultura e dell’intrattenimento di qualità – si leggeva nel progetto – ma anche della valorizzazione del territorio e delle attività produttive di eccellenza ivi presenti». Secondo il piano, forte della disponibilità al dialogo del Comune, il Politeama si proponeva «come luogo di produzione e formazione innovativa a vocazione internazionale» quale sede di «master per la formazione delle figure professionali richieste in Enti lirici e Teatri di tradizione», consentendo tra l’altro di «ampliare l’attività già in essere fra il Politecnico di Milano, Polo Regionale di Como, ed il Conservatorio, relativa al corso di laurea magistrale di II livello in Ingegneria informatica con orientamento in Ingegneria e design del suono, unico in Italia».Insomma l’ex cinema sarebbe diventato un centro di eccellenza per la ricerca e sperimentazione nell’ambito delle tecnologie applicate allo spettacolo, protagonista di un progetto innovativo collegato alle attività d’eccellenza sia del Conservatorio che dell’Università. La storia è andata diversamente.
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