Politeama, una commissione fisserà il prezzo

Il Cinetetatro Politeama

Mentre rimane ancora da fissare la data della prossima assemblea dei soci della Società Politeama, il cui 82% è nelle mani del Comune di Como, si discute del valore reale dell’immobile sul mercato.
L’ex cineteatro di piazza Cacciatori delle Alpi è arrivato in eredità a Palazzo Cernezzi dall’ultimo proprietario nel 2005 e da allora, a parte aver ospitato qualche rara iniziativa a supporto della sua rinascita e il set del film di Paolo Virzì Il capitale umano, è in costante degrado. Peraltro è sottoposto a un duplice vincolo, da parte della Soprintendenza per la qualità costruttiva e la storia dell’edificio stesso (l’architettura di Federico Frigerio è una delle prime ad aver sperimentato il cemento armato) e da parte del Comune che ha confermato di voler destinare l’ex cinema a un ruolo eminentemente culturale. Tutto ciò configura un prezzo sul mercato che andrà riformulato in base alla fotografia della situazione attuale. Infatti è agli atti della società Politeama una perizia che valuta circa 5 milioni di euro il valore dell’immobile. Ma siamo alle battute finali dell’attuale proprietà. È alle porte una assemblea dei soci cui il liquidatore Francesco Nessi sottoporrà una proposta di liquidazione secondo il codice di procedura delle vendite pubbliche. Di fatto, in questo modo il Politeama sarà sul mercato. La società ha il 100% della proprietà, e questo dovrebbe tranquillizzare i potenziali eventuali acquirenti che dovessero manifestare interesse per l’edificio storico. Questo anche se il 18% delle quote della società non è ancora del Comune. In altri termini va tolta dalla scatola Società Politeama il contenuto ossia il bene immobile. Ma qui sta il problema. Quanto può valere?
Nei disegni del liquidatore stabilirlo con un collegio di periti che sarà incaricato di un aggiornamento delle stime del valore effettivo dell’edificio alla luce dei vincoli e dello stato di degrado. C’è chi sostiene che costi meno abbatterlo e rifarlo, ma non è possibile. Chi ha i denari per un’impresa simile però potrebbe trovare scomodo un dialogo in forma “ridotta” con il Comune per risollevare le sorti dell’ex teatro. E comunque vorrebbe portarselo a casa alle migliori condizioni. Obiettivo della Società Politeama è anche evitare l’entrata in campo di acquirenti che, una volta acquisito il bene, lo tengano inattivo per anni, vedi cosa è successo ad esempio all’ex hotel San Gottardo che è a pochi passi. In attesa che si sbrogli la situazione di questa “Miniticosa” di Como che da tempo rischia di diventare un buco nero culturale ed edilizio, rimane per ora il Conservatorio Verdi, che scoppia tanto di salute da trovare stretta l’attuale sede dell’ex ospedale di via Cadorna.
Al netto di eventuali paperoni con velleità da mecenate, che per ora latitano, è l’unico soggetto che finora si è detto interessato a gestire il Politeama, una volta investiti i 5 milioni necessari non per farlo splendere come la Scala ma per rimetterlo in funzione ossia con un decoro sufficiente a ospitare lezioni, attività di laboratorio e anche spettacoli.
E si tratta di un interlocutore più che autorevole, diventato uno dei primi Conservatori d’Italia per attività e qualità della didattica, un soggetto di cui una città come Como dovrebbe andare fiera. E che è in debito di ossigeno in quanto a strutture e spazi. Una situazione difficile, un grande nodo venuto al pettine.

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