Politecnico, i giovani designer rivoluzionano l’arredo urbano

Creativi al lavoro in via Castelnuovo
I ragazzi del Politecnico di via Castelnuovo 7 immaginano, disegnano e fanno sognare la Como che vorrebbero abitare domani.
Vediamo più da vicino quello che pensano. Ad esempio c’è una nuova piazza Cavour con pensiline innovative disegnate da un gruppo di cinque studenti cinesi che comprendono anche un “chiosco romantico per innamorati”. Un gruppo cosmopolita, quello dei giovani designer del Politecnico, che comprende anche due francesi e una studentessa iraniana. Tra le innovazioni, una inedita passeggiata di Villa Olmo, una Spina Verde ridisegnata, un lungo Cosia avveniristico, una tensostruttura lungo le mura di viale Varese che gioca sull’intreccio di fili luminescenti che richiamano il tessuto serico tipico del Lario. E poi una serie di installazioni per fare del Monumento ai Caduti di Giuseppe Terragni sul lungolago un teatro per proiezioni multimediali. C’è anche una piazza Verdi urbanizzata con maggiori attrezzature
per il pubblico, e spicca tra i progetti dei ragazzi una greenway che unisce il centro di Como e le alture circostanti con ricoveri per le biciclette e relativa segnaletica. Non manca un doveroso sguardo al sociale: alcuni studenti si sono esercitati con nuove attrezzature temporanee per il ricovero delle persone disagiate.
Il senzatetto grazie al design può essere non solo ospite passivo ma durante la permanenza nel nuovo stiloso abitacolo può anche darsi al giardinaggio e all’orticoltura. E la passione per il verde ha contagiato anche altri ragazzi del Politecnico che hanno ideato orti per la cittadinanza più ottimizzati e organizzati rispetto a quelli spontanei in cui spesso ha la meglio l’anarchia.
Tutto questo non è solo sulla carta. Stiamo parlando della scommessa di Como City Design Lab, una mostra di “soluzioni d’arredo degli spazi urbani” che ha aperto ieri e si potrà visitare nell’aula magna del Politecnico fino al 6 marzo da lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 (ingresso libero). Si tratta in effetti di un’esercitazione didattica, ma lo scopo è molto più ambizioso.
L’esposizione di progetti è il “laboratorio di sintesi finale” del corso di laurea in Design industriale, orientamento Arredo. In scena una quarantina di progetti accompagnati da appositi modellini che ieri sono stati esaminati dalla commissione.
«È stato chiesto di elaborare un progetto esecutivo con modello in 3D per valutare la competenza degli studenti in tutto il processo dall’ideazione alla realizzazione», dice il docente Roberto De Paolis, coordinatore del corso insieme con Marinella Ferrara, Danilo Morigi, Roberto Boni e Gabriele Fumagalli – Ai ragazzi non sono stati dati limiti di linguaggio e tecniche, ma è stato chiesto loro di coniugare progetti innovativi e aspetti della produzione industriale tenendo conto delle tecnologie e dei materiali anche con riferimento alle potenzialità del distretto. Così in molti hanno utilizzato il legno, strumento artigianale tipico dell’area brianzola, e il tessuto, per valorizzare l’eccellenza comasca. Così tra i progetti si trovano sedute con stoffe mescolate da resine indurenti o tessuti che – opportunamente elaborati – diventano elementi di copertura».
Gli studenti nel corso dell’anno scolastico si sono divisi in dieci gruppi che hanno lavorato come detto su punti sensibili della città come il lungolago, le piazze storiche e il contesto della convalle. A fine anno i progetti diventeranno altrettante tesi di laurea di primo livello per 40 giovani designer made in Como.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Uno dei progetti esposti al Politecnico (Fkd)

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