Politica e alta moda, le solite (sterili) polemiche targate Como
Città, Cronaca

Politica e alta moda, le solite (sterili) polemiche targate Como

Il Piroscafo Concordia alla partenza a Cernobbio. Dolce e Gabbana accolgono gli ospiti
Il Piroscafo Concordia alla partenza a Cernobbio. Dolce e Gabbana accolgono gli ospiti

Politica, polemiche e alta moda. Un insolito trio che però sulle rive del lago, nei giorni dell’evento glamour siglato Dolce e Gabbana, fa la sua comparsa. E così mente gli stilisti, le modelle e gli ospiti famosi si muovono tra cene vip e location da favola, solcando le acque del lago a bordo del piroscafo Concordia, chi è rimasto a terra si è messo a fare i conti, lanciando il sasso in acqua. Tra le varie voci polemiche anche quella dell’ex assessore al Patrimonio della giunta Lucini, Marcello Iantorno. «Stupisce che il Comune per questi 12 giorni si sia accontentato di ricevere solo 120mila euro, quando la giunta Lucini riuscì un paio di anni fa, per l’evento organizzato da Bulgari, a far ottenere a Palazzo Cernezzi per un solo giorno di uso 50mila euro». La domanda sorge spontanea: in questi casi si dovrebbe esclusivamente utilizzare il pallottoliere per fare i conti oppure dovrebbe anche prevalere una valutazione più ampia che tenga in considerazione le ricadute su indotto, immagine e turismo derivanti dalla presenza in città – per diversi giorni – di uno dei marchi più famosi nel mondo della moda? «Incredibile criticare, basandosi su alcune decine di migliaia di euro, un evento che porta soldi e visibilità alla città», è l’esordio soft di Sergio Gaddi, in passato assessore alla Cultura e ideatore delle grandi mostre di Villa Olmo. Una presa di posizione che potrebbe sembrare di parte vista l’appartenenza di Gaddi a Forza Italia, ma il campo viene subito sgomberato dagli equivoci. «Non è una difesa di parte. Anzi, posso tranquillamente dire che la giunta Landriscina è quanto di più provinciale ci sia in una città che invece da sola esprime un carattere internazionale. Detto questo chi fa polemica sui conti non ha capito nulla. Appuntamenti come questi sono fondamentali per il territorio». Sbalordito per la sterile polemica sul confronto tra gli incassi del Comune per appuntamenti di prestigio in città, anche Andrea Camesasca, albergatore e vice presidente della categoria. «La città deve vivere del bello. In Italia oggi i settori trainanti sono quelli della moda, del turismo e del bello appunto. Qui a Como con Dolce e Gabbana sono presenti tutti e tre. Mettersi a fare polemica mi sembra anacronistico – dice Camesasca – Si tratta invece di un’operazione meritevole che ha effetti positivi anche sull’indotto anche se è difficile capire con esattezza quanto potrà portare sul territorio». E chi in passato si occupò di eventi, durante la sua avventura amministrativa sotto il sindaco Botta, ovvero Nini Binda ha le idee chiare. «Per chi non è stato fortunato come il compianto sindaco Botta – ricorda scherzosamente Nini Binda – che aveva un assessore, ovvero il sottoscritto, che organizzò a sue spese grandi eventi come la mostra di Versace a Villa Olmo o la cena a Palazzo Cernezzi dove lo stilista Ferrè ricevete la cittadinanza comasca, è giusto cercare di organizzare eventi che possano dare lustro e portare risorse nelle casse comunali». E sempre ieri proprio il sindaco Mario Landriscina, a margine di un incontro in Comune ha commentato. «Ognuno è libero di pensarla come vuole ma – spiega il sindaco – eventi di tal natura dovrebbero però unire il territorio e non dividerlo polemicamente».

6 Lug 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


UN COMMENTO SU QUESTO POST To “Politica e alta moda, le solite (sterili) polemiche targate Como”

  1. Grazie ai signori di Dolce&Gabbana abbiamo avuta distrutta la tranquillità degli abitanti di San Giovanni. Giorni senza parcheggio, inquinamento causato da un generatore che ha funzionato per 16 ore senza interruzione, inquinamento acustico e di qualità dell’aria. Grazie per avere occupato un’area pubblica per una cena privata.

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