Politici insultati sui social: da Borradori a Lucini, un malcostume diffuso

Topic - FacebookTutta colpa di Renzi, o forse di Grillo. Anzi di Obama. Oggi i personaggi pubblici di un certo livello devono avere almeno un profilo social.
Renzi e Grillo fanno annunci ormai solo su Twitter e Facebook, il presidente degli Stati Uniti ha nominato anche il segretario alla Difesa con un cinguettio. L’attuale Santo Padre emerito Ratzinger stupì il mondo sdoganando i social network. Si tratta però di personaggi che hanno a servizio uno staff di esperti di comunicazione social. La febbre da Facebook ha però via via coinvolto tutti i politici anche locali.
Sul “muro”, ovvero il Diario di Facebook se non vengono messe limitazioni alla privacy possono però scrivere proprio tutti.
E spesso e volentieri si scrive per lamentarsi, se non per insultare. Ne ha fatto le spese ultimamente il sindaco di Lugano, Marco Borradori, apostrofato pesantemente poprio a Capodanno. Ieri in sua difesa si è mosso pure lo scrittore Sergio Roic, esponente del partito socialista e avversario della Lega dei ticinesi. “Confido che, nel 2015, molti altri cittadini e gli stessi utenti dei social network denuncino questo andazzo che ha purtroppo preso piede da noi e che infetta gravemente un dibattito pubblico che, in una società democratica, dovrebbe essere e rimanere sereno” scrive Roic.
E i politici comaschi? Il sindaco Mario Lucini ha un profilo Facebook pubblico e risponde personalmente a tanti utenti. C’è chi si complimenta per l’operato, ma anche chi critica senza ritegno. Si passa dalle paratie all’aumento dell’Irpef comunale sulla pensione. Dall’accusa di lasciare persone senza riscaldamento e acqua calda nelle case comunali, alla segnalazione di cedri del Libano malati di armillaria.
Attivissimo su Facebook pure il primo cittadino di Cantù, Claudio Bizzozero, in grado di mettere sotto qualsiasi avversario a livello di dialettica.
Marcello Tili, sindaco di Erba utilizza Facebook, ma con moderazione, per pubblicare le immagini dell’attività pubblica, ad esempio.
Tra i parlamentari, Nicola Molteni e Chiara Braga sono i più attivi. La Braga twitta ogni azione del Parlamento e Molteni, naturalmente, va all’attacco di Renzi.
P.An.

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