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Polizia stradale: in arrivo una raffica di patteggiamenti

Raffica di patteggiamenti in arrivo sulla vicenda della polizia stradale di Como.  In Procura, sarebbero già state formalizzate almeno una decina di richieste, se non di più. Agenti che avrebbero deciso, dunque, di chiudere con un accordo della pena la vicenda giudiziaria aperta da quasi un anno. Da quando cioè, all’alba del 25 marzo, il pm Massimo Astori inviò gli uomini della polizia giudiziaria a perquisire gli uffici di via Italia Libera.

Una bomba che esplose nel cuore dellacittà di Como, e che portò alla decapitazione dei vertici del corpo, ovvero il comandante di allora, Patrizio Compostella, e il suo vice Gian Piero Pisani. Le indagini hanno poi portato ad iscrivere sul registro degli indagati ben 23 persone, e tra questi 18 agenti più il responsabile dell’ufficio verbali della polizia locale di Como e due impiegati civili del ministero in servizio alla stradale. Le accuse parlavano (e parlano) di una lunga serie di reati, tra cui il falso per le 1.746 multe non contestate e relative al Tutor posto lungo l’autostrada da Bergamo a Milano per un danno erariale da oltre 300 mila euro.

Ma nelle contestazioni avanzate dal pm è rimasta anche l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio relativa a una serie di contravvenzioni rimediate dagli agenti della stradale (poi indagati) lungo via Italia Libera (dove c’è la sede del corpo) e fatte togliere con la scusa dei motivi di servizio che in realtà, secondo la tesi dell’accusa, non sussisterebbero. Non mancano infine le accuse sull’uso oltre le regole dell’auto di servizio e per motivi del tutto personali e pure un falso certificato medico relativo al malessere di un bambino, presentato per giustificare il passaggio di un agente a un semaforo con il rosso. Per il pm, invece, quel malessere fu inventato. È stato invece stralciato il capitolo relativo al rilievo di un incidente stradale a Brunate dove i torti e le ragioni furono – secondo l’accusa – invertiti per aiutare il figlio di un agente coinvolto nello schianto.

Le indagini sono chiuse da giorni. Nelle scorse ore sono sfilati in Procura, per essere interrogati, molti indagati tra cui proprio il comandante Compostella. Ognuno avrebbe chiarito la propria posizione. E intanto, sul tavolo del pm, sarebbero finite una decina (almeno) di richieste di patteggiamento probabilmente già con il consenso dell’ufficio del magistrato. Ora però dovranno essere vagliate dal giudice in una udienza ancora non fissata.

M.Pv.

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