Polmoniti e complicanze respiratorie, ospedali super affollati

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Non si allenta la morsa sui pronto soccorso comaschi, alle prese ininterrottamente da diversi giorni con accessi di pazienti ben superiori alla media stagionale.
Una situazione causata in particolare da un’impennata di casi di polmoniti e complicanze respiratorie, in particolare in pazienti anziani e fragili. Nella giornata di ieri, l’ospedale Valduce ha così segnalato una situazione di criticità proprio legata ai ricoveri di pazienti con la polmonite.

«Visto il numero elevato di casi, ben sopra la media – hanno fatto sapere dall’ospedale – già da giorni siamo costretti a ricoverare i pazienti utilizzando tutti i letti disponibili, anche in reparti diversi da quelli in cui dovrebbero essere sistemati questi malati. Abbiamo degenti con la polmonite in appoggio praticamente in tutti i reparti e questo di fatto blocca la normale attività dei singoli settori».

Difficile in questo contesto gestire i pazienti che continuano ad arrivare, presentandosi spontaneamente oppure trasportati dai mezzi del 118 al pronto soccorso.
In caso di necessità di ricovero infatti diventa un’impresa trovare un posto a disposizione.

Accessi ben superiori alla media anche al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna, dove comunque in queste ore non è stato raggiunto il picco toccato negli ultimi giorni del periodo natalizio, con 200 pazienti al giorno nel reparto di emergenza.

La preoccupazione è quella di un possibile, ulteriore aumento degli accessi con l’eventuale diffusione del virus dell’influenza, la cui circolazione al momento è ancora limitata. L’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità indica in Lombardia un dato medio di 4 casi ogni mille assistiti.
A livello più globale sono oltre 384mila i casi di influenza registrati in Lombardia dalla seconda metà di ottobre.

Nel mese di dicembre i lombardi a letto a causa del virus sono stati 180mila. Proprio la Lombardia è tra le regioni più colpite insieme alla Valle d’Aosta, al Friuli Venezia Giulia, all’Emilia Romagna, alle Marche e all’Abruzzo.
Finora la settimana peggiore è stata quella immediatamente a ridosso delle vacanze natalizie, dal 16 al 22 dicembre, ma un nuovo picco potrebbe essere raggiunto nei prossimi giorni. Bisognerà dunque capire l’entità del nuovo, probabile peggioramento.

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