Polo ospedaliero dell’Insubria, occasione di rilancio
Economia, Sanità, Scuola, Territorio

Polo ospedaliero dell’Insubria, occasione di rilancio

Meno ingegneri, ma più medici e infermieri. L’inaugurazione del polo ospedaliero dell’Università dell’Insubria all’ospedale Sant’Anna, o meglio all’interno dell’Asst Lariana, viene vista con una grande occasione di rilancio per Como e il suo territorio in tema accademico.
Non ne hanno fatto mistero in sede di presentazione i vertici della Sanità e della politica comasca. E l’Insubria, come ha spiegato il rettore, Coen Porisini, è stata pronta a colmare il vuoto lasciato sul Lario dal Politecnico.
Presidente della Scuola di Medicina è il professor Giulio Carcano, varesino, anche direttore della Chirurgia d’urgenza all’ospedale di Circolo della Città Giardino.
«Anche nel mio intervento all’inaugurazione del polo ospedaliero ho ricordato della storica rivalità tra Como e Varese – spiega subito il professor Carcano – Ma quando si parla di Sanità e Ricerca, la competizione tra ospedali è sicuramente positiva, insieme con la collaborazione negli ambiti di eccellenza. A Como sulla chirurgia robotica, ad esempio, assente a Varese».
Per il Comasco si tratta quindi di una grande opportunità in materia sanitaria?
«Certo, anche se parliamo della realtà di Como che ha già un’esperienza lunghissima in questo campo. La formazione degli infermieri è attiva sul Lario da sessant’anni – evidenzia Giulio Carcano – e il passaggio celebrato con il governatore Maroni regolarizza di fatto quello che a livello sperimentale si era già fatto negli ultimi tre anni».
Gli studenti dell’Insubria, compresi i futuri medici, possono già effettuare i periodi di tirocinio anche al Sant’Anna di San Fermo.
«L’esperienza è stata molto positiva – aggiunge il presidente – Per il futuro le prospettive sono sicuramente di crescita, all’interno di un ambiente in cui ci sono già professionalità eccellenti».
L’Insubria espande così il suo ruolo dal campo culturale a quello scientifico e medico.
«Anche per il territorio credo che questo sia uno stimolo importante».
E l’obiettivo di fare anche della Ricerca medica all’ospedale Sant’Anna non sembra così lontano.
«Si devono compiere tutti i passi con i tempi giusti – spiega Carcano – ma già le convenzioni e le condivisioni di docenti tra i poli sanitari di Varese e Como e il loro coinvolgimento nell’attività clinica è fondamentale. Lo stesso si farà nel futuro per i rigorosi protocolli di ricerca clinica».
Paolo Annoni

17 gennaio 2018

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