Ponte di Cantù Asnago da domani chiuso al traffico

Scatterà domani alle 9 del mattino la chiusura del ponte di Cantù Asnago sui binari della linea ferroviaria Chiasso-Como-Milano. Il manufatto, di proprietà della Provincia, sarà sottoposto a lavori di consolidamento strutturale che, secondo le previsioni, dovrebbero concludersi entro il 31 gennaio.
Per un paio di settimane, dunque, il ponte lungo la provinciale n° 34 che collega Cantù con Cermenate non potrà essere percorso da nessun veicolo.
Due i percorsi alternativi indicati da Villa Saporiti: i mezzi diretti da Cantù a Cermenate potranno transitare da Cucciago, scendere verso Fino Mornasco e imboccare poi la statale dei Giovi oppure dirigersi verso la Novedratese e da lì raggiungere la statale, all’altezza di Lentate sul Seveso.
La chiusura del ponte avrà inevitabilmente ripercussioni sul traffico dell’intera zona, ma creerà disagi anche ai pendolari diretti alla vicina stazione di Cantù Cermenate, ai numerosi studenti che frequentano le scuole della Città del mobile e alle aziende del territorio.
Per quanto riguarda i bus, da segnalare che la linea Cantù-Lomazzo (C84), gestita da Fnm Autoservizi, verrà spezzata in due tratte distinte in corrispondenza della stazione di Cantù Cermenate: una corsa collegherà Lomazzo con il lato Ovest della stazione, prima del ponte; l’altra andrà dalla stazione (lato Est) a Cantù. Per passare da un bus all’altro, i passeggeri dovranno utilizzare il sottopasso ferroviario.
È intanto sul piede di guerra il “Comitato per il ponte di Cantù Asnago”. «Come imprenditori siamo molto arrabbiati – ha dichiarato a Espansione Tv il presidente Sergio Pini – perché le istituzioni hanno stabilito di far partire i lavori da lunedì, proprio in un periodo di piena ripresa dell’attività economica e scolastica. Su questo ponte, importantissimo per la vita socio-economica della nostra zona e di tutto il Canturino, ogni giorno passano decine di bus carichi di studenti. E le tante imprese del territorio hanno bisogno di questa struttura per volgere la propria attività».
Pini ha infine puntato il dito contro «le amministrazioni che hanno governato questo territorio negli ultimi 20-25 anni», perché «avrebbero dovuto pensare a un minimo di manutenzione per questa importantissima struttura pubblica senza lasciare che i problemi si accumulassero».

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