Ponte Chiasso, le reazioni: «È ora di dire basta, non si può far finta di niente»

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Un quartiere particolarmente difficile, Ponte Chiasso. Porta d’Europa, punto di transito e di giunzione tra Nord e Sud, ma anche pettine per tanti nodi problematici. Alle varie carenze infrastrutturali si aggiunge l’emergenza sociale. «Gli episodi recenti confermano che siamo a un punto di non ritorno – dice Vittorio Mottola, già presidente della circoscrizione e consigliere comunale, nonché candidato alle recenti primarie del Pd.

«A questo livello di degrado non eravamo ancora arrivati – commenta l’insegnante lariano. Ponte Chiasso da sempre è un quartiere penalizzato dalla sua condizione periferica, vi sono successe anche cose gravi, ma un disagio giovanile a questo livello non si è mai registrato. La gran parte dei ragazzi e delle ragazze che viene a Ponte Chiasso per ubriacarsi arriva da oltre frontiera, per la gran parte sono svizzeri che varcano il confine, una sorta di “frontalierato della birra” che mi fa indignare come padre e come insegnante. Ci chiedono di salvaguardare i giovani dagli eccessi, di tutelarli di fronte alle minacce del fumo e dell’alcol, e poi ci troviamo di fronte a notizie del genere. Non so dove andremo a finire, senza un adeguato intervento da parte delle istituzioni. È un’emergenza prima di tutto educativa, ma che coinvolge, come ho detto, anche un altro Paese, quindi va affrontata in chiave transfrontaliera».

C’è poi il problema sicurezza, che a Ponte Chiasso è emergenza quotidiana. «Degrado chiama altro degrado, è innegabile – prosegue Vittorio Mottola – Ma a Ponte Chiasso, come detto, al degrado strutturale ora si aggiunge come vediamo anche quello sociale. Episodi come la rissa tra ubriachi sono un campanello d’allarme che impone interventi immediati ed efficaci. È ora di dire basta. Non possiamo più accettare cose del genere, far finta di non vederle. Nel quartiere mancano parecchi servizi, tra cui un centro polivalente utile a chi voglia fare aggregazione in modo sano. Da tempo propongo di adibire l’ex asilo nido comunale di via don Monza, dismesso da 15 anni, a queste finalità socio-assistenziali. Il quartiere ne ha forte bisogno. Qui stiamo toccando il fondo e bisogna reagire. Un altro problema è il traffico. In zona non c’è più un posteggio libero, a causa dei frontalieri che lavorano in Svizzera e di chi lascia l’auto per andare a lavorare a Milano. Senza contare le aree verdi che scarseggiano e lo scarso decoro urbano».

Adriano Giudici a Ponte Chiasso lavora come commerciante: «È un quartiere ricco di esercizi, perché i vicini svizzeri trovano conveniente fare la spesa qui, i prezzi sono allettanti e poi su alcuni servizi lo svizzero ha lo sconto dell’Iva. Purtroppo Ponte Chiasso non è particolarmente ben frequentata, specie di sera e di notte. Speriamo che la nuova amministrazione comasca ponga rimedio a questi problemi: risolvere la carenza di parcheggi ad esempio darebbe una mano al commercio e renderebbe migliore l’immagine del quartiere e la sua qualità della vita».

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