Ponte Chiasso, un piano di rinascita per le aree ex Lechler e Albarelli
Territorio

Ponte Chiasso, un piano di rinascita per le aree ex Lechler e Albarelli

La strada non è ancora in discesa. Ma c’è una strada. E per il futuro di Ponte Chiasso potrebbe già essere molto.
In Comune è infatti stata presentata la prima bozza di un maxi piano attuativo per le due aree ex Lechler ed ex Albarelli, entrambe abbandonate da anni.
A farsi avanti sono state due società, una comasca e l’altra milanese, per un’area che complessivamente supera gli 80mila metri quadrati di superficie. In pratica, un’estensione equivalente a due volte l’ampiezza della spianata della ex Ticosa.
L’area della ex Lechler si estende infatti su una superficie di circa 10mila quadrati, mentre l’ex Albarelli arriva a 71mila metri quadrati.
Per il momento si tratta di un’idea progettuale e non priva di criticità. Ma la giunta comunale ha già comunicato ai proponenti la volontà di sedersi attorno a un tavolo per valutare affinamenti ed eventuali modifiche a quella che potrebbe essere la più vasta rivoluzione urbanistica nel capoluogo da molti anni a questa parte.
Pochi ma significativi i dettagli che si possono per ora divulgare. A pochi metri dalla dogana di Ponte Chiasso il piano propone una nuova piazza pubblica affacciata su via Bellinzona, un posteggio pubblico interrato da almeno 150 posti, un tunnel di collegamento tra le due zone che passi sotto i binari della ferrovia e un sovrappasso ciclopedonale.
Nel progetto complessivo figura anche una superficie commerciale che potrebbe essere di 1.500 metri quadrati oppure – dopo l’adozione di una variante urbanistica – arrivare a superare i 2mila metri quadrati, oltre a spazi residenziali – forse con una quota di housing sociale – aree benessere e uffici.
Sul fronte della sosta, oltre al già citato autosilo interrato, i posti oggi presenti in via Bellinzona potrebbero essere riassorbiti all’interno del nuovo quartiere, mentre sarebbero previste anche due rotonde – una verso piazzale Anna Frank, l’altra all’altezza di via Oldelli – per regolare gli ingressi verso la parte residenziale e commerciale.
Insomma, la proposta per riqualificare le due aree abbandonate c’è. Ora la palla torna al Comune di Como.
Emanuele Caso

27 settembre 2017

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