«Il ponte di via Badone non è un’opera pubblica»: le critiche dell’Acus

Il ponte di via Badone al centro delle polemiche Il ponte di via Badone al centro delle polemiche

(f.bar.) Il ponte di via Badone non può essere «definita un’opera pubblica e quindi non è collaudabile come infrastruttura di interesse pubblico». L’ultimo attacco, a inaugurazione ancora non avvenuta, è di Mario Lavatelli, presidente dell’associazione civica utenti della strada (Acus).
Dopo la polemica della Lega Nord e le infinite discussioni su un’opera che non potrà essere utilizzata – causa la pendenza e i gradini presenti – dalle persone diversamente abili, ecco l’affondo di Acus. «Il ponte ciclopedonale, opera a scomputo e quindi pubblica o di interesse pubblico non solo è divenuto pedonale, ma non è percorribile dalle persone diversamente abili. Quindi – afferma Lavatelli – non è collaudabile come opera pubblica o di interesse pubblico». E il richiamo è poi alla legge 104/1992 (in tema di assistenza, integrazione sociale e diritti delle persone disabili) che «ha sancito l’accessibilità degli spazi urbani – continua Lavatelli – Il Comune non ha mai approvato il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Occorre invece che le amministrazioni tutelino pienamente le persone diversamente abili anche e soprattutto in ogni nuova opera che il privato realizza per l’uso della collettività», dice sempre Lavatelli. «A questo punto avrebbe fatto meglio, il Comune, a chiedere la somma senza fare il ponte», conclude Mario Lavatelli. Intanto, in attesa di conoscere la data di apertura del ponte, inserito nell’operazione di riqualificazione complessiva dell’area ex Trevitex a Camerlata, da Palazzo Cernezzi arrivano le prime risposte venate da un filo di polemica. «Ho visto il collega Lavatelli proprio poco prima dell’invio del loro comunicato. Non ha avuto la sensibilità di accennarmi alla dichiarazione che mi sarebbe piaciuto poi discutere. Non vorrei dunque commentarla», è intervenuto l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino. Nel pomeriggio di ieri è poi intervenuto nel merito tecnico il dirigente dell’Urbanistica del Comune di Como, Giuseppe Cosenza. «Le dichiarazioni rilasciate dall’avvocato Lavatelli non corrispondono al vero e non trovano giustificazione dal punto di vista normativo. Il superamento delle barriere architettoniche va, infatti, visto nel complesso di tutte le opere previste dalla riqualificazione del comparto e non nella singola opera, quindi con il solo riferimento al ponte», ha detto Giuseppe Cosenza.

 

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