Pontrelli: «Spero che non si apra alcuna trattativa»

Il presidente della Circoscrizione
Una richiesta inaccettabile. Da rispedire, senza alcun indugio, al mittente. Il portavoce della comunità islamica Safwat El Sisi «è sempre il solito personaggio. Vuole cercare di forzare delle decisioni già assunte ormai da tempo – interviene il presidente della Circoscrizione 3, al cui interno si trova via Domenico Pino, il leghista Mirko Pontrelli – In passato la moschea ha creato forti polemiche e tensioni. Alla fine è stata chiusa. Stop. Non c’è altro da aggiungere. O meglio

non ci dovrebbe essere nient’altro da dire».
Nonostante ciò la domanda di poter tornare a pregare nell’ex moschea è stata ufficialmente rivolta al sindaco e alla giunta della città sempre da El Sisi. «Spero proprio che non si apra alcuna trattativa – aggiunge Pontrelli – Non dovrebbe neanche essere ipotizzabile un ripensamento. La comunità islamica ha già ricevuto una risposta precisa negli anni passati. Ritornare alla carica mi sembra una forzatura. È nel carattere di El Sisi cercare di imporre una decisione».
Le lamentele dei cittadini sono ben conosciute nella Circoscrizione.
«Ovviamente mi schiero con i residenti. Il rischio è che la zona si trasformi in un quartiere sempre più emarginato – dice il presidente – Staccato dal resto della città e dunque totalmente isolato». In molti casi «i problemi nascono anche a causa di una diversa concezione della vita. Ciò che per noi può rappresentare un problema da risolvere rifacendoci a norme o anche solo a un regolamento condominiale – spiega Mirko Pontrelli – per loro non merita neanche di essere discusso. E un simile atteggiamento, quando avviene ad esempio in uno stesso palazzo, può generare inconvenienti e incomprensioni. Così succedeva quando la moschea era aperta e attirava centinaia di persone in via Pino».
Non convince neanche l’attuale centro culturale islamico. «Ci sono sicuramente molti individui in meno rispetto agli anni passati. E sono stati segnalati anche problemi limitati. Anche se, ovviamente, non possiamo sapere con precisione ciò che avviene all’interno dei locali», spiega sempre il presidente Pontrelli.
«Ribadisco comunque un no secco all’ipotesi di riapertura della moschea. Ciò porterebbe a un tracollo della strada e a un innalzamento della tensione che sembrava essersi sopita in quest’ultimo periodo», conclude sempre Mirko Pontrelli.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Un gruppo di fedeli islamici in preghiera sotto le mura in viale Cattaneo a Como (Fkd)

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