Da Ponzate a Brunate, la strada fantasma che finisce nel bosco

Il tratto finale sterrato nel bosco della strada che avrebbe dovuto collegare Ponzate con Brunate

È rimasta una grande incompiuta la nuova strada che avrebbe dovuto collegare Brunate evitando i tornanti dell’unica via, tuttora esistente, che congiunge Como con il comune panoramico in collina.
Il percorso che avrebbe evitato tante curve a chi sale e a chi scende e, soprattutto, l’attraversamento del capoluogo a coloro che provengono da fuori città, è stato disegnato e ha iniziato ad avere forma cinquant’anni fa. Poi però, come spesso accade in Italia e anche nel Comasco, l’opera si interruppe.
Oggi difficilmente potrebbe essere ripresa, sia per le mutate priorità e per la carenza di risorse, sia per il calo dei turisti milanesi che, ancora nel 1970, trascorrevano la domenica e anche lunghi periodi di vacanza nelle loro case e negli alberghi di Brunate.
L’annuncio dei lavori per la variante risale al mese di settembre di mezzo secolo fa. La strada panoramica, partendo dalla frazione di Ponzate, nel comune di Tavernerio, avrebbe dovuto sostituire la vecchia mulattiera Ponzate-Visigna (a monte dell’abitato di Civiglio), lunga tre chilometri e mezzo. Era ben progettata e avrebbe avuto undici piazzole di sosta.

L'inizio della variante a Ponzate. L'opera è rimasta incompiuta
L’inizio della variante a Ponzate. L’opera è rimasta incompiuta


Se ne fece un pezzo, che tuttora si percorre fino a ridosso del bosco di Civiglio dov’è ubicata la chiesetta di San Nicola da Tolentino. Poi si può procedere ancora lungo una pista larga e sterrata, ma a un certo punto il percorso si interrompe nel bosco. Mancavano e mancano tuttora trecento metri che dovrebbero essere scavati nella roccia per ricongiungersi all’unico rettilineo dell’angusta via che già collega Civiglio a Brunate.

Il punto in cui la strada diventa sterrata e si inoltra nel bosco
Il punto in cui la strada diventa sterrata e si inoltra nel bosco


Le caratteristiche della variante erano interessanti: si sarebbe costruita una strada larga sei metri, con banchine per i pedoni larghe a loro volta un metro l’una.
La via avrebbe avuto alcune curve, ma anche rettilinei. Solo tre in tutto i tornanti e, all’altezza del primo, era previsto l’allacciamento con la strada per Torno. Si pensava già alla prosecuzione verso la zona del faro di San Maurizio, con un’ulteriore variante da realizzare prima dell’abitato di Brunate. L’idea e i lavori solo parzialmente eseguiti danno conto di un’incompiuta.

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