(ANSA) – BARI, 15 FEB – “Il doloso progetto degli indagati è stato quello di salvare l’immenso potere di gestione del più grande istituto bancario meridionale, oltre che per arricchimento personale, a spese di 70.000 azionisti, la maggior parte costituita da pensionati, dipendenti, piccoli risparmiatori, che hanno sostanzialmente perso (attesa l’illiquidità) la incredibile somma di 800 milioni di euro raccolti. La sottrazione di questa enorme somma all’economia locale per finanziare imprenditori legati agli Jacobini in imprese fallimentari costituisce un devastante danno per l’economia meridionale”. Lo scriveva la Procura di Bari nel provvedimento con cui, nel luglio 2019, chiedeva l’arresto degli ex amministratori della Banca Popolare di Bari, in particolare di Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio, rispettivamente ex presidente ed ex co-direttore dell’istituto di credito, di Elia Circelli, responsabile bilanci della banca (tutti e tre finiti ai domiciliari il 31 gennaio) e dell’ex ad Vincenzo De Bustis Figarola (interdetto).
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