Populismo, prudenza sulle parole del vescovo. E il segretario della Lega cita Maggiolini
Cronaca, Politica

Populismo, prudenza sulle parole del vescovo. E il segretario della Lega cita Maggiolini

Il vescovo Oscar Cantoni durante un’omelia (foto Nassa)

Il bisogno di raccogliere tutti i possibili consensi nelle urne smorza (quasi) ogni polemica. L’invito a non votare i leader populisti, rilanciato al Te Deum di fine anno dal vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, diventa così il pretesto per una riflessione sui massimi sistemi o per un richiamo alla pastorale di chi ha preceduto il prelato lariano sulla cattedra di Sant’Abbondio.

Prevale, insomma, la prudenza. Virtù poco praticata in politica, almeno negli ultimi anni, ma evidentemente sempre utile quando all’approssimarsi delle politiche si vuole evitare lo scontro diretto con chi rappresenta una buona fetta dell’elettorato.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, contattato ieri dal Corriere di Como, ha evitato accuratamente di entrare nel merito della questione, e in una dichiarazione della sua portavoce ha spostato il tiro parlando di migranti. Argomento con il quale ha potuto fare un richiamo preciso a un altro vescovo comasco, monsignor Alessandro Maggiolini, amico personale di Umberto Bossi e sempre considerato molto vicino al movimento di via Bellerio.

«Ho sempre massimo rispetto per chi si occupa delle anime, per lavoro e missione – ha detto Matteo Salvini – ma non posso non ricordare che in Italia non possiamo accogliere tutti. Proprio in questi giorni, su questo tema, ho riletto gli scritti di monsignor Alessandro Maggiolini. Tra i tanti passaggi dei suoi interventi – ha aggiunto il leader leghista – voglio citare uno degli ultimi, pronunciato in occasione della festa di Sant’Abbondio, proprio a Como: “Il dovere di ospitalità nei confronti degli immigrati extracomunitari non va confuso con un presunto dovere di lasciar invadere la nostra terra”. Ecco: in queste parole io mi ritrovo completamente».

Come detto, nessun cenno al populismo, nessuna polemica con monsignor Oscar Cantoni. Toni soft, ma richiami un po’ più espliciti, anche da parte di Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, indicato tra i collaboratori più vicini a Davide Casaleggio.

«Il nostro Movimento si ispira a San Francesco: siamo nati il 4 ottobre – dice Buffagni al Corriere di Como – La politica dev’essere, come afferma Papa Francesco, “forma alta di carità” e non egoismo ed affarismo; per questo “nessuno può sentirsi esonerato dalla preoccupazione per i poveri e la giustizia sociale”. Queste sono le idee che portiamo avanti nel nostro agire e nelle nostre proposte».

Ma dopo il riferimento alla Chiesa del papa giunto «dalla fine del mondo», Buffagni entra nel merito della questione populista, criticando in qualche modo le parole di monsignor Cantoni (senza tuttavia citarlo).

«Forse la Chiesa, come la politica, dovrebbe predicare meno e tornare ad ascoltare di più i cittadini, tornando con i piedi nel mondo reale e rimanendo lontana da quello “dorato”. Se populismo significa portare avanti le istanze dei cittadini, ben vengano i populismi se onesti, coerenti e concreti».

Da. C.

3 gennaio 2018

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Mauro

Mauro Peverelli mpeverelli@corrierecomo.it


UN COMMENTO SU QUESTO POST To “Populismo, prudenza sulle parole del vescovo. E il segretario della Lega cita Maggiolini”

  1. da cattolico praticante dico che la Chiesa e tutti i prelati lascino perdere la politica ma diano più spazio a era re quelli che si sono allontanati per colpa delle loro esternazioni poco e.religiose.Non si può dare ospitalità a tutti non ne abbiamo ne le possibilità ne i mezzi. Questi vescovi cardinali pensino a i terremotati al freddo senza case senza lavoro Tacciono su i problemi di questi fratelli. vergogna

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