Porta Pretoria, finalmente apre il parco archeologico

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Tesori lariani
Da sabato prossimo via alle visite a quasi un secolo dalla scoperta del sito

La Porta Pretoria di Como, immenso parco archeologico sotterraneo di arenaria, pietra di Moltrasio e marmo di Musso, è ciò che rimane della principale via d’accesso della città romana e fu edificata nella seconda metà del I secolo a.C. sull’area antistante il liceo classico. Dopo quasi cento anni dal rinvenimento (fu scoperta nel 1914), sabato prossimo una parte dello storico complesso museale e archeologico sarà fruibile ai comaschi. «Finalmente siamo arrivati al grande evento, dopo tanti

anni di attesa – » ha commentato ieri l’assessore alla Cultura e al Turismo Luigi Cavadini – Presto partiremo anche con i depliant illustrativi in lingua inglese per promuovere ancor di più questo tesoro. Stiamo anche pensando di inserirla in un nuovo tour turistico per scoprire la Como romana».
Si tratta di un evento molto atteso dal mondo culturale lariano visto che al progetto si lavorava da un decennio e con non pochi sforzi economici. Eccoli in dettaglio. Il lotto di lavori edili (2003-2005) è costato 133.800 euro finanziati da Fondazione Cariplo; il restauro degli elementi architettonici (2006-2007) è costato 18.868 euro finanziati dal Comune. Il secondo lotto di lavori edili (2005-2008) è costato 113.088 euro di cui oltre la metà finanziati dal Comune e il resto dalla Fondazione Comunità Comasca; il progetto Cultura 2000 (2006-2008) per valorizzare il sito è costato 70mila euro circa finanziati dalla Comunità Europea; il terzo lotto di lavori edili (2008-2011) è costato 130mila euro di cui 80mila finanziati dal Comune e il resto dalla Fondazione Comunità Comasca.
Il tesoro
La porta, a due aperture separate da un pilastro centrale e fiancheggiata da due torri ottagonali, è un documento fondamentale della Como cesariana e dopo il restauro è ora visitabile partendo dai locali adibiti al custode dell’ex media Parini, che ora ospitano le postazioni multimediali. La Porta era transitabile anche dai carri, come dimostrano i solchi presenti sulla soglia in pietra, e le aperture potevano essere chiuse da saracinesche calate dal piano superiore, che scorrevano entro guide in serizzo, inserite nei piedritti laterali. Nella torre occidentale, in un secondo momento, venne ricavato un passaggio pedonale lastricato, ancor oggi ben visibile. La Porta si apre al centro del lato Sud delle mura d’età cesariana; verso la fine del II secolo, persa la funzione difensiva, fu abbellita con lastre e cornici di marmo (una purtroppo rovinata da un’infiltrazione di nafta in modo permanente) che ora sono esposte in un’apposita sala. «Sarebbe un sogno – ha detto ieri Isabella Nobile dei Musei Civici – recuperare anche l’accesso alla porta che è sotto l’attuale via Cesare Cantù».
l’evento
Da sabato sarà possibile visitare la Porta, completando il tour con una tappa al Museo Giovio dove sono conservati alcuni reperti che la riguardano come un’epigrafe in onore di Tiberio, una statuetta di età severiana e un piccolo lare di bronzo. Il progetto di restauro, redatto dall’architetto Libero Cecchini per conto del Comune, ha previsto, oltre al recupero dei reperti lapidei presenti nei locali seminterrati, una migliore accessibilità all’importante sito archeologico. Con il citato contributo della Comunità Europea è stato inoltre possibile installare tre postazioni multimediali, in italiano e in inglese, che arricchiscono la visita e permettono due livelli di lettura: una conoscenza generale del sito e vari approfondimenti settoriali. C’è un libro virtuale che tratta delle vicende legate alla costruzione e alla vita della “Porta Pretoria” e al sito archeologico relativo, e non manca un’applicazione che offre ai visitatori la possibilità di scoprire le principali evidenze archeologiche della Como romana conoscendo anche come si svolgeva il tempo libero dei nostri progenitori che fondarono la città per volere di Cesare. Una terza postazione, al piano seminterrato, riguarda le tecniche edilizie in uso in epoca romana e non manca un’applicazione ludica rivolta ai bambini ma anche agli adulti per “decostruire” e poi “ricostruire” con l’ausilio della memoria il celebre disegno della Porta Pretoria realizzato dall’architetto Federico Frigerio. Un video di Paolo Lipari con un evocativo sonoro immerge infine il visitatore nel clima concitato della tipica città romana.
Le visite
Per sabato 5 ottobre sono state organizzate delle visite guidate, gratuite con biglietto d’ingresso a pagamento (3 euro; riduzioni per gruppi, ragazzi e anziani), alle 14, 14.30, 15, 15.30, 16 e 16.30 (massimo 14 persone a gruppo). Prenotazione obbligatoria al numero 031.25.25.50. Dopo sabato, sarà possibile effettuare la visita nei giorni e negli orari di apertura del Museo Archeologico solo su prenotazione (tel. 031.25.25.50, da martedì a sabato, 10-12 e 15-17).

Nella foto:
Sopra, le pietre decorative recuperate e sorrette da appositi sostegni metallici. A sinistra, particolare del percorso. A destra, la ricostruzione del complesso del 1934 a opera di Federico Frigerio (fotoservizio Mattia Vacca)

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