«Posizioni scomode? No, dopo 12 anni era giusto cambiare»

La replica del nuovo direttore redazionale, monsignor Riva
«La reazione di don Agostino? Ce la aspettavamo. Del resto ha lavorato bene e ha senza dubbio migliorato la qualità de “Il Settimanale”. Però posso dire che il cambio non è dovuto a posizioni prese in passato. Semplicemente ne parlavamo con il vescovo da mesi e, dopo 12 anni, forse è anche giusto cambiare la direzione del giornale».
È questa, in estrema sintesi, la replica di monsignor Angelo Riva (chiamato dal vescovo della diocesi di Como, monsignor Diego Coletti, a guidare “Il Settimanale”) a don Agostino Clerici.
Una posizione, quella di quest’ultimo, molto dura nei confronti dei vertici della diocesi. Parole pesanti riportate sia sull’editoriale di saluto scritto sull’ultimo numero in distribuzione in questi giorni, sia nell’intervista rilasciata oggi al “Corriere di Como”. «Non posso entrare nel merito di quanto detto da don Agostino – dice monsignor Riva, alla guida di un giornale firmato però dal giornalista dell’Eco di Bergamo, Alberto Campoleoni – Del resto ha espresso il proprio legittimo parere. Il cambio tuttavia non è dettato da posizioni scomode tenute da don Agostino. E la linea che terrò non si discosterà molto dalla sua. Semplicemente ogni incarico ha la sua temporalità, e 12 anni alla guida di un giornale non credo che siano un periodo breve. È giusto anche che il vescovo decida di assegnare a don Agostino altri incarichi pastorali. Detto questo, è innegabile che abbia lavorato bene migliorando “Il Settimanale”». «La reazione di don Agostino? – prosegue monsignor Riva – Ce la aspettavamo. Ecco, forse il dialogo tra le parti non ha funzionato come era auspicabile. Ma non è mio compito entrare nel merito della vicenda».
Don Agostino dice anche che la decisione presa è frutto della «improvvisazione», tanto è vero che lei non è giornalista.
«Su questo punto posso tranquillamente dire che invece si parlava da mesi del cambio alla direzione del giornale della diocesi. Per quanto mi riguarda, è vero, non sono un giornalista professionista e ho anche altri incarichi pastorali. Ma sono qui per imparare e ho voglia di farlo. Non firmerò io il giornale perché non ne ho i titoli, per questo ci affiancherà Alberto Campoleoni che collaborerà anche attivamente con il giornale in modi che avremo tempo di chiarire. Non è stata una scelta casuale, la sua: ci conosciamo già da diverso tempo. La linea che terremo, comunque, sarà quella del vescovo».
La redazione de “Il Settimanale”, in un comunicato, ha espresso «disagio» per la decisione presa di cui si limitano a «prendere atto». Quando li incontrerà? «Domani parlerò alla redazione – conclude monsignor Riva – Senza dubbio dovremo rivedere l’organizzazione interna e e i carichi di lavoro. Per me inizia con loro una nuova avventura che mi inquieta e mi stimola. Non sono giornalista, come ho detto, ma ho in mano la comunicazione della diocesi e sono pronto a intraprendere la nuova esperienza».
E poche parole – sul «disagio» della redazione – arrivano anche da quello che è il nuovo direttore responsabile, Alberto Campoleoni: «Sono stato contattato dalla Cooperativa Editrice e mi hanno chiesto di aiutarli, e ho semplicemente accettato di collaborare con monsignor Riva che è il responsabile della linea del giornale».

Mauro Peverelli

Nella foto:
Monsignor Angelo Riva

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