Possessioni, a Grandate il diario del parroco esorcista

Don Pandolfi Grandate

In una villa accadono cose strane, molto più che strane, a dir poco inquietanti. Cigolii e rumori di passi sul tetto, cani che impazziscono. Si scopre che sul terreno dove sorge, molti anni prima era stato commesso un atroce delitto.
Solo l’esorcista ne viene a capo, recitando la formula in latino.
Ed ecco cosa accade: «Alcuni oggetti, sedie e soprammobili, cominciano a spostarsi da soli. Si sentono distintamente lamenti fino a quando un vaso di porcellana al centro del tavolo si rompe letteralmente a metà. In quell’istante tutto finisce e torna la calma».
È una delle impressionanti esperienze vissute in prima persona da don Roberto Pandolfi, ausiliare dell’esorcista ufficiale per la Diocesi di Como dopo essere stato a sua volta titolare fino al 2012.
Il sacerdote comasco, parroco di Grandate, la racconta nel suo nuovo libro Il Diavolo accanto, edito da Elpo (euro 12), che sarà presentato venerdì prossimo, 25 giugno, alle 20.45 nella chiesa di San Bartolomeo a Grandate.
L’autore ha tenuto il conto delle persone incontrate nel suo ruolo: oltre 10mila da giugno 2009, per la precisione 10.245. Il libro nasce dichiaratamente dal desiderio di alcune di queste persone di far sapere che il potere del maligno è limitato e può essere vinto. È un’allerta, ma anche un messaggio di speranza.
Don Roberto Pandolfi scrive: «Il Diavolo è, fondamentalmente, un povero egocentrico, un narcisista superbo, che pensa di impressionare facendo la voce grossa».
Il testo che ha dato alle stampe è caratterizzato da grande chiarezza espositiva, da un certo disincanto e non è privo di ironia. Qua e là ci sono riferimenti precisi al Vangelo e agli indemoniati che vi si incontrano, al Codice di Diritto Canonico, ai classici, senza darsene l’aria.
I suoi incontri da parroco esorcista sono all’insegna della fiducia nella forza di Dio. Una ragazza magra, poco più che ventenne, è posseduta. Quattro uomini robusti non riescono a immobilizzarla. Il rito inizia: «Lei si sbatte, lotta, urla, con voce maschile, che vuole essere lasciata in pace». Tra urla penose, bestemmie, insulti irripetibili e bava verdastra, alla fine il Maligno perde la sua forza, la ragazza si rilassa e sulle sue labbra torna il sorriso.
Il Demonio, sottolinea l’autore, cerca di tagliare i legami umani per imprigionare la persona nei suoi. E allora ecco il marito che ama la moglie, da lei ricambiato, ma davanti all’esorcista ringhia, ulula, ha il viso che si allunga. Poi si accascia. Don Pandolfi insiste sull’aiuto decisivo che può venire dall’amore. La coppia se ne va tenendosi per mano.
Non tutto è demoniaco ed è bene esserne consapevoli. C’è la dirigente di una multinazionale che durante l’esorcismo parla in aramaico antico. Ma non tutto è come sembra. Sono soltanto le frasi del film di Mel Gibson “La passione” e in realtà la donna dev’essere aiutata a guardare nel mistero della sua psiche. Non è l’unico caso nel libro in cui il Diavolo è usato come capro espiatorio. È così anche nella vicenda di una madre secondo la quale la figlia ha subito una fattura. In realtà è lei a essere soffocante e iperprotettiva. Satana non c’entra niente. Sono grandi la cautela e l’obiettività di don Pandolfi.
Sfilano varie e numerose le esperienze. L’autore è prodigo di consigli anche per i genitori, per un dialogo con i figli che non sia solo di parole. Si è messi in guardia dal rischio di essere soggiogati, dallo sfruttamento della propria vulnerabilità anche con esorcismi non autorizzati, «riti magici travestiti da preghiere cattoliche». Chi soffre è infatti disposto a tutto pur di smettere di soffrire, ma solo chi ha ricevuto un incarico specifico dal vescovo, un ministero ecclesiale di questo tipo, è autorizzato all’esorcismo nell’ambito diocesano.
Don Pandolfi fa chiarezza anche sul fatto che l’esorcista non compie un miracolo. Si immerge nel mistero della sofferenza e aiuta a uscirne chi ne è avvolto. Alcune pagine descrivono l’atteggiamento del buon esorcista, il necessario abito mentale, la giusta disposizione. Inclusi preghiera, studio, letture spirituali e digiuno.
L’autore del libro è netto, a tratti urticante: diffidiamo di falsi profeti, sensitivi e veggenti. Evitiamo sedute spiritiche. Rifuggiamo dall’atteggiamento dei demonisti che vedono ovunque il Diavolo. Poi indica anche come combattere il Maligno e la sua presenza, magari non eclatante, ma quotidiana, di basso profilo.
Il Diavolo accanto.
Marco Guggiari

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