Possibile moschea a Cantù. La Lega scende in piazza

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Politica e religione
Sabato la manifestazione davanti al capannone di via Milano

La Lega Nord dichiara guerra alla moschea che dovrebbe aprire a Cantù, in un capannone di via Milano. Per sabato mattina, il Carroccio ha organizzato una manifestazione di protesta nel punto in cui potrebbe sorgere il luogo di culto. Nel pomeriggio verrà allestito un gazebo in via Matteotti.
Al via, inoltre, una raccolta firme per promuovere un referendum contro la decisione del Comune di autorizzare la preghiera dei musulmani.
Nell’ambito del Piano di Governo del Territorio (Pgt), approvato

dal Comune di Cantù, è prevista la possibilità di insediamento di un luogo di culto in una struttura di via Milano. Un privato ha chiesto di poter utilizzare un capannone già esistente per questo scopo.
«Sappiamo già che sarà una moschea e Cantù rischia di trasformarsi in un polo islamico – attacca il capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale a Cantù, Alessandro Brianza – La situazione è insostenibile e daremo battaglia. Già nel 2012 era stato fatto chiudere un luogo di culto islamico abusivo in via XI Febbraio e ora rischiamo di averne uno con tutti i crismi in via Milano. Non è accettabile e daremo battaglia. Sarebbe l’unica moschea del territorio lariano e potrebbero arrivare migliaia di persone a pregare».
La protesta della Lega è sostenuta dal partito a livello provinciale.
«C’è grande preoccupazione – dice il segretario provinciale di Como del Carroccio, Angelo Sala – Le moschee sono posti nei quali, nella maggior parte dei casi, si fanno atti poco chiari e azioni non legali. Non lo diciamo noi ma i fatti già accaduti in Italia e non solo. L’integrazione deve essere fatta ma è un’altra cosa. Per quanto ci riguarda, la priorità sono le esigenze dei canturini e dei brianzoli e saremo sempre pronti a difendere prima di tutto i loro interessi».
La Lega Nord è pronta ad avviare una raccolta firme per chiedere un referendum popolare contro la norma urbanistica che autorizza la moschea. «Siamo preoccupati e come noi tanti cittadini – dice Sala – Vogliamo che i canturini possano esprimere il loro parere su questo punto. Non vogliamo negare la libertà di culto ma chiedere la revisione di una norma urbanistica».
Sabato 8 marzo, alle 11, la Lega promuove dunque un presidio di protesta contro la moschea in via Milano, all’altezza del capannone nel quale potrebbe sorgere il luogo di culto. Nel pomeriggio, i militanti del Carroccio si sposteranno in via Matteotti. Già durante queste manifestazioni dovrebbero anche essere raccolte le firme per promuovere la consultazione popolare.
Guardando al futuro, in caso di eventuale effettiva apertura della moschea, la Lega Nord chiede già controlli serrati.
«Qualora fosse davvero aperto un luogo di culto islamico – dice Sala – saremo pronti a chiedere controlli e verifiche costanti delle forze dell’ordine. La nostra è una protesta seria, basata su dati di fatto. Peraltro, già durante la campagna elettorale a Cantù avevamo paventato il rischio, in caso di vittoria di Bizzozero, di avere una moschea in città».
Esclude qualsiasi dietrofront o modifica al Pgt il primo cittadino della Città del Mobile.
«Siamo in un Paese libero e la Lega ha tutto il diritto di organizzare una manifestazione per esprimere un pensiero nel rispetto delle leggi – risponde il sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero – Detto questo, noi abbiamo semplicemente accolto un’osservazione al Pgt di un proprietario che chiedeva di ampliare le destinazioni d’uso del suo immobile di via Milano aggiungendo “luogo di culto”. Ammesso che poi l’ipotetico luogo di culto sia di matrice islamica, non avrei alcun problema: la nostra Costituzione sancisce la libertà di culto».
«Così come nel settembre scorso ho garantito a Forza Nuova la libertà di espressione, altrettanto farò per la libertà di culto, che condivido per legge e per principio – aggiunge – Tutelo chi la pensa e ha un culto differente. È evidente che queste iniziative della Lega sono motivate dal tentativo di tenere insieme i voti rimasti. Il partito cerca di recuperare credibilità rispolverando le vecchie bandiere. L’equivalenza “Islam uguale criminalità” è intollerabile, al limite del Codice penale».

Anna Campaniello

Nella foto:
Da sinistra, il segretario provinciale della Lega, Angelo Sala, e il capogruppo di Cantù, Alessandro Brianza (foto Mv)

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